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Guida al Vino Quotidiano 2005

Con la Slow Food si va sul sicuro: tutte le idee dell'associazione piemontese hanno il marchio dell'originalità e pian piano finiscono per attecchire. Così, dopo cinque anni di vita è più florida che mai la Guida al Vino Quotidiano, una pubblicazione senza alternative nel panorama italiano, che raccoglie più di mille indirizzi dove gustare il buon vino di tutte le regioni a prezzo abbordabile. Questa infatti è la caratteristica principale della guida: tutti gli esercizi recensiti propongono bottiglie a prezzo basso, fino a un massimo di 8 euro (erano 7,75 l'anno scorso e 15.000 lire due anni fa: segno che l'inflazione colpisce pesantemente anche questo settore).

Le cantine sono raggruppate per regione e, all'interno di queste, per denominazione: in Trentino, per fare un esempio, abbiamo 16 etichette caratteristiche e, per ognuna di esse, un elenco di rivendite in cui è possibile acquistarle. L'ampio numero di etichette considerate è frutto di una precisa scelta dei curatori (guidati da Gianni Fabrizio e Tiziano Gaia), che hanno voluto premiare le cosiddette "doc minori" e i vini da tavola rispetto a quelli più affermati. Da ricordare comunque che tutti i vini segnalati sono stati degustati da apposite commissioni d'assaggio e giudicati di ottima qualità.

Ogni recensione è caratterizzata da un linguaggio semplice e senza tecnicismi, ma non per questo è meno approfondita: per ogni vino infatti sono indicati la fascia di prezzo (fino a 5 € o da 5 a 8), il tipo (rosso, rosato o bianco), le dimensioni dell'azienda e il numero di bottiglie prodotte, oltre all'area in cui è reperibile (locale, regionale o nazionale). Alcuni vini, per l'esattezza 500, sono premiati con la pubblicazione dell'etichetta: segno distintivo per bottiglie di valore assoluto e dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. Il prezzo del libro (766 pagine) è di 13,50 € (10 per i soci Slow Food).

Il limite di questa guida è al tempo stesso il suo punto di forza: in Italia la visita alle cantine non è certo pratica diffusa, né tantomeno è la scelta prediletta dai consumatori che preferiscono acquistare il vino in supermarket o enoteche (pagandolo sicuramente di più). Il libro si rivolge quindi, per forza di cose, soprattutto a "enomani" accaniti e dotati di buona volontà, che abbiano la pazienza di programmare e prenotare la visita con un certo anticipo. Ma chissà che la diffusione sempre più ampia della guida non riesca a promuovere questo tipo di turismo.

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