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Osterie d'Italia 2004

Torna la guida preferita delle Locuste, la Bibbia che ci ha guidato nel primo dei nostri viaggi per l'Italia e che ora, nella sua versione più aggiornata (la quattordicesima!), riprenderà ad allietare le nostre tavole. Curata da Paola Gho, la guida di Slow Food Editore è un vero testo sacro per chi vuol essere Locusta: più di 1600 ristoranti, trattorie e osterie segnalati, con tutte le indicazioni necessarie per raggiungerli e una descrizione dettagliata di atmosfere e menu.

Ma all'indubbia praticità d'uso la guida unisce anche un interesse per la qualità del cibo che è raro trovare in questo tipo di pubblicazioni. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che Slow Food basa la sua esistenza proprio sulla tutela delle tradizioni culinarie e sulla "cultura del cibo e del vino".

Per questo motivo, nella guida trovano spazio soltanto i locali che offrono una cucina genuina, accompagnata magari da un'atmosfera accogliente e da un servizio gradevole: in 180, i più affidabili sotto questi aspetti, si meritano anche il simbolo più ambito della gastronomia italiana, la chiocciola di Slow Food.

Ma tutto questo non deve far pensare ad un libro d'élite, un vademecum per miliardari un po' snob: la guida si propone come un vero aiuto al viaggio per veri viaggiatori, e perciò fra le sue pagine anche l'aspetto economico si fa sentire. Nel libro, infatti, trovano spazio soltanto i locali che offrono un pasto completo a meno di 35 euro, vini esclusi ("limite - scrive Slow Food nella presentazione - che si ritiene possa consentire a qualunque ristoratore di offrire un pasto quantitativamente congruo e di buon livello qualitativo").

Tra le altre caratteristiche della guida, da segnalare le 503 "Bottiglie" assegnate alle cantine più fornite e i 234 "Formaggi" attribuiti alle migliori selezioni casearie. Per il resto, tutto è già stato detto: centinaia di ristoranti raggruppati per regione, con indicazioni chiare e precise su recapiti, prezzi e giorni di chiusura, descrizioni evocative ma mai esageratamente "letterarie" del locale, e 236 novità da scoprire in questa nuova uscita.
Anche il prezzo è tutto sommato abbordabile, se si considerano le 835 pagine della guida: 20,14 € (16 per i soci Slow Food).
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Expo dei Sapori 2003

Un difetto comune di tutte le fiere è la sensazione di vuoto che lasciano alla conclusione: ma nel caso dell'Expo dei Sapori 2003, per quanto sia forte la consapevolezza di aver liquidato frettolosamente gran parte degli stand e di non aver sfruttato pienamente tutti i servizi offerti, di "vuoto" non si può davvero parlare. L'offerta culinaria è infatti eccezionale sotto il profilo della qualità e discreta, considerando la tarda ora della visita, dal punto di vista quantitativo. L'unico pericolo è lasciarsi trascinare dalla gola - trappola in cui naturalmente le Locuste sono immediatamente cadute - e perdere il filo logico degli assaggi, fino a non riconoscere più i sapori.

Gli stand non sono suddivisi per prodotto ma per disposizione geografica (al primo piano il sud, al secondo il nord..), dunque l'alternanza di dolci, salumi, formaggi, salse e liquori è inevitabile quanto micidiale. La fanno da padroni olio, conserve e insaccati, sicuramente i prodotti più rappresentati della rassegna. Per il resto, se è assicurata la "generosità" delle forme delle standiste, si nota invece qualche sproporzione nella generosità dell'offerta di assaggi gratuiti: in generale, comunque, benché il prezzo d'ingresso sia modico (7 €), per un pasto completo all'interno della fiera si spendono dai 10 ai 15 €. Se invece ci si accontenta degli assaggi, si va incontro probabilmente a qualche disordine di stomaco, ma la serata risulta comunque soddisfacente.

Fra gli stand, "La Contadina" offre un abbondante assaggio di mozzarella e ricotta per festeggiare l'apertura del suo nuovo negozio a Milano, ma la qualità non è certo eccezionale. O quantomeno non può competere con quella dei vicini stand di mozzarelle campane e neppure con l'azienda agricola " Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. " di Casirate d'Adda (BG) che ha dalla sua ottime mozzarelle e scamorze di bovino, ma anche di bufala. Eccezionali, come da copione, i salumi toscani e quelli campani, i cannoli siciliani e diversi tipi di formaggi negli stand del comasco (che presentano anche una curiosità: lo storione). Da ricordare l'ottimo liquore "Nettare di Vino" di Acquaviva delle Fonti, a base di Primitivo, e i prodotti artigianali del Birrificio Lambrate di Milano che presenta tre delle sue sette birre originali.
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GastroTour 2003

Tutto iniziò da qui: ecco alcune immagini del primo viaggio per l'Italia da cui prese le mosse ufficialmente l'avventura delle Locuste.
Vedere anche le singole recensioni:
Trattoria Da Ennio
Ristorante Mariscos
Antica Osteria La Guercia
Casa della Bruschetta
Trattoria Pizzeria Piccolo Paradiso
Ristorante La Teresina
Ristorante Medioevo
Bar Trattoria Marcocci Mariarosaria
Trattoria Pizzeria La Campagnola


Escursione culturale ad Ascoli Piceno


I quattro fondatori a Peschici


Panorama del Gran Sasso


I nostri eroi in vetta


Catalogo di prelibatezze umbre


La Locusta Nebuloni con un collega
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Te lo do io l'amarico!



Siamo stati in Etiopia, terra di straordinaria bellezza e di grandi contraddizioni: un viaggio fantastico che ci ha permesso di scoprire meraviglie come la cittadella di Gondar o le chiese rupestri di Lalibela, ma anche misconosciute specialità gastronomiche. Se non sapete cosa siano l'injera e il kitfo, e soprattutto se non pensate possa esistere un caffè migliore di quello italiano, non vi resta che leggere il nostro reportage Te lo do io l'amarico!

Naturalmente non ci siamo fatti mancare le recensioni dei principali ristoranti visitati: su tutti consigliamo The Four Sisters Restaurant a Gondar, ma anche il Kana a Lalibela, il Wude Coffee e il Lake Shore Resort a Bahir Dar, l'AB Cultural Restaurant di Axum e, per finire, il Mimi's nella capitale Addis Abeba.
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Bottega Sicula



Tra i tanti ristoranti siciliani di Milano c'è anche chi riesce a coniugare tradizione e creatività: è il caso della Bottega Sicula, che nel cuore del quartiere Porta Romana propone una sfiziosa cucina di mare a prezzi tutto sommato contenuti. Tra le perle del ristorante, le deliziose alici alla Bastien (con mozzarella di bufala) e i paccheri gamberi e pecorino. Per saperne di più ecco la nostra recensione completa!

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