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Grotto Bundi
 
Grotto Bundi 2015-11-03 10:12:05 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    03 Novembre, 2015
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2015
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Recensione

Data di visita
Ottobre 31, 2015
Recensione
Svizzera e buona tavola: due concetti che non sempre si sposano al meglio. Eppure alcuni cantoni della Confederazione godono di una tradizione gastronomica magari non troppo variegata, ma solida e degna di nota: è il caso del Canton Ticino, che rivaluta la bassa reputazione della cucina elvetica con le prelibatezze dei suoi "grotti" (con significativa variante fonetica rispetto ai "crotti" lombardi). A Mendrisio c'è addirittura un'intera via - in ripida salita - dedicata "alle cantine", dove da sempre il vino si produce e si consuma. Da sempre o perlomeno dagli anni Trenta del Novecento, quando Abbondio Calderari, detto "Bundi", aprì il suo locale ai piedi del Monte Generoso: oggi un ristorante di successo, amatissimo per le sue specialità montanare e i suoi prezzi tutto sommato abbordabili. Anche per questo, è importante prenotare!

La specialità regina del Grotto è la polenta al camino: si parla naturalmente di polenta "taragna", ossia a base di farine miste di mais e grano saraceno. Qui viene servita davvero con ogni tipo di condimento: i classici funghi, gorgonzola (ottimo e abbondante) e brasato, ma anche quaglie, coniglio, lumache, mortadella e fagioli, e a seconda della stagione selvaggina in salmì (squisito il capriolo, in alternativa cinghiale) o capretto. Su ordinazione c'è anche la cassoeula, ovviamente in versione svizzera. Non è finita: a completamento del menu ci sono le polente "paciugate", cioè quelle servite con latte, uova, cipolla, pancetta o salame, e poi la classica polenta uncia (con burro e salvia) o la polenta cunscia, con formaggio. Il tutto è disponibile in porzione normale o in "porzione Bundi", decisamente più abbondante.

Di fronte a tutto questo ben di Dio c'è davvero poco da aggiungere, anche se il menu offre comunque una serie di interessanti ammennicoli: affettati misti, lardo, salamino e carne secca, busecca (trippa), formaggi vari, e in estate vitello tonnato o roastbeef. Anche la polenta può essere sostituita con gli stessi condimenti da tagliatelle o, incredibile a dirsi, patatine. Un assaggio lo meritano sicuramente i dolci, in particolare i gelati: delizioso quello all'uva americana, servito con grappa o vino, ma anche il gelato alla mela con Calvados e il gelato alle noci con nocino hanno il loro perché. Capitolo vino: il Merlot della casa, da consumare rigorosamente in tazza, fa egregiamente il suo dovere, ma alle pareti spiccano bottiglie di tutte le principali cantine del territorio. E il conto finale è meno elevato di quanto si possa pensare: per 45 franchi a testa (circa 40 euro) si può mangiare e bere a volontà.
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