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Agriturismo Correddu
 
Agriturismo Correddu 2012-05-18 15:57:54 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
7.5
Opinione inserita da Locuste    18 Mag, 2012
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Recensione

Data di visita
Agosto 12, 2009
Recensione
L'anomalia di Alghero, enclave catalana in Sardegna, si riflette anche nella sua cucina. Quella algherese è infatti una gastronomia basata quasi interamente sul mare, laddove la tradizione sarda si incentra sui prodotti della terra e dell'allevamento. Con l'arrivo del turismo, però, anche intorno ad Alghero sono spuntati come funghi gli agriturismi (decine, e non è un modo di dire) che riprendono più o meno fedelmente la cucina dell'interno. Fra questi il locale di Mario Piras resta sempre un punto fermo, benché purtroppo negli anni abbia perso qualcosa sotto il profilo qualitativo. Il livello della cucina resta comunque elevato nonostante l'oceanica frequentazione estiva, e il menu è valido per un primo approccio alla gastronomia dell'isola.

L'agriturismo, che vanta anche 6 posti letto, pecca in qualche particolare evitabile e in qualche concessione di troppo al "commerciale" (vedi l'agripizza...), ma tutto si dimentica con il primo dei tanti piatti del menu fisso, disponibile in due versioni: ridotto a 20 € e completo a 30 €. Quest'ultimo comincia con una sfilza interminabile di antipasti, tutti di buona qualità: si segnalano soprattutto pecorino spalmabile, salsiccia, fagioli con olive, ma anche zucchine e melanzane sott'olio, pancetta, prosciutto. Il tutto accompagnato dall'immancabile pane carasau. I primi non sono da meno: ottimi gli gnocchetti sardi al sugo di carne e i ravioli di ricotta. Discrete anche le pennette alle melanzane.
Rispetto al menu completo, quello ridotto prevede solo tre antipasti, un primo e un secondo. In compenso è comunque possibile chiedere "bis" all'infinito...

Con i secondi l'abbondanza delle porzioni comincia a mettere in difficoltà i visitatori. Per fortuna ci sono pomodori e cetrioli e per fortuna c'è vino rosso fino ad esaurimento (anche se la qualità di quest'ultimo è nettamente scesa negli anni). Comunque uno sforzo è d'obbligo di fronte al porcetto sardo, piatto forte della casa: saporito e cucinato con maestria, malgrado l'affollamento e i ritmi serrati. Da gustare anche il cinghiale in agrodolce. Arrivano poi i dolci ed è un peccato che spesso non si riesca ad apprezzarli, perché specialmente le papassine (pabassinas) sono di buona fattura. In compenso a richiesta - e a pagamento: 3 euro - ci sono le classiche seadas, tipici dolci di formaggio fritti con miele caldo. Infine il mirto della casa o il più possente filu 'e ferru chiudono degnamente il pasto avviando la laboriosa digestione.
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