Recensione
Un ristorante che, in gennaio, vanta prenotazioni per cena fino al mese di aprile, ha già segnato parecchi punti a suo favore. Sarà per la genuina "toscanità" dei proprietari, provenienti direttamente dalle colline senesi, sarà per la semplicità e la concretezza del locale e dell'offerta gastronomica, o più realisticamente perché la bistecca alla fiorentina, specialità regina del locale, è davvero eccellente: sta di fatto che questo angolo semisconosciuto della Lomellina è diventato un punto di riferimento (lo era, in verità, già dalla precedente gestione) per tutti gli appassionati della chianina e suoi derivati. Inutile dire che le porzioni sono abbondantissime e i prezzi, tenendo conto dei costi della materia prima, abbordabili: unica avvertenza, come da premessa iniziale, è quella di prenotare con larghissimo anticipo!
Il menu, come si accennava, è praticamente fisso: un'infinita teoria di antipasti "della casa", seguiti da primi a base di pasta casereccia e dall'immancabile fiorentina. In apertura nulla di particolarmente originale, ma tanti spunti golosi: citiamo in ordine sparso salumi toscani (crudo, finocchiona e lardo), frittata di porri, polentina con cinghiale, roastbeef all'olio toscano, crostini con fegatini, pappa al pomodoro. Di ottima fattura i primi piatti: particolarmente riusciti i tagliolini al tartufo bianchetto (da non confondersi con quello bianco), ma anche i pici al ragù di cinghiale non sono da meno. In alternativa pici all'aglione, tortelli al tartufo, ribollita.
Ovviamente, per quanto riguarda il secondo non c'è possibilità di scelta: al massimo si può decidere di optare per la costata o il pregiato filetto in luogo della celebre fiorentina, ma la carne è sempre quella, e di ottima qualità. Le bistecche vengono mostrate al tavolo prima della cottura, che risulta ineccepibile; ottimo l'accompagnamento di patate al forno e fagiolini bianchi, e di tutto rispetto il prezzo (33 euro al kg). Se dopo la scorpacciata resta ancora spazio, ci si può concedere un dolce; torte della casa, cantucci e vin santo, gli ottimi sorbetti Calvados e pere o ananas e maraschino. Ben selezionata la lista dei vini, quasi tutti toscani; più che accettabili comunque anche i fiaschetti di Chianti della casa, 14 gradi di "leggerezza". Chiusura in grande stile con l'amaro toscano alle erbe.