Opinione scritta da Locuste

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Ristoranti
 
2012-05-21 22:13:34 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
6.5
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 21, 2007
Recensione
L’incauto giovane che varca la porta della trattoria Alla Rocca in cerca di una pizza si sente apostrofare con una gelida e sdegnosa sentenza: “In paese non ci sono pizzerie”. E’ questa l’istantanea migliore del semplice e raccolto ristorante di Rocca Grimalda, punto di partenza ideale per scoprire la cucina del territorio nei dintorni di Ovada; un locale dedito interamente alla tradizione, non per snobismo, ma per totale e sincera adesione alla gastronomia genuina del luogo che, un po’ come tutto il paese, non è cambiata di una virgola rispetto a decenni orsono. Il locale ha un altro punto di forza nella cantina, fornita e ben selezionata, mentre il servizio è estremamente cortese ma talvolta piuttosto lento.

In una cornice un po’ ottocentesca (nonostante l’arredamento moderno) si inizia con il classico antipasto misto alla piemontese: salame e pancetta a fette, insalata russa, frittate, uovo di quaglia sodo, peperoni con acciughe, caprino al miele (una prelibatezza), il tutto accompagnato da pane e grissini decisamente di alta qualità. Il primo è l’occasione adatta per scoprire alcune “chicche” della cucina alessandrina, come l’ottima perbureira (nella foto), zuppa di lasagne nel brodo di cottura dei fagioli, o i ravioli al toccu, sorta di ragù con uova e verdure. Da provare anche i delicatissimi gnocchi di ricotta con salsa Aurora (pomodoro, maggiorana e timo), più ordinarie invece le pappardelle ai funghi.

Altrettanto vari e interessanti i secondi, tra cui segnaliamo soprattutto la tagliata alla zingara, il tournedos al pepe rosa e, per chi ama il genere, lo stoccafisso alla ligure con erbe e olive, piatto non certo leggero ma impeccabilmente aderente alla ricetta originale. Tra i vini la scelta è, come si è detto, piuttosto ampia: inevitabile puntare sul Dolcetto e sul Barbera, più che dignitosi benché economici quelli della cantina locale “La Piria”. In generale i prezzi sono medi (intorno ai 35 euro per un pasto completo), le porzioni non da abbuffata ma ben calibrate.
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Ristoranti
 
2012-05-21 22:11:32 Locuste
Voto medio 
 
6.9
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
8.5
Prezzo 
 
3.5
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Febbraio 17, 2007
Recensione
La definizione di ristorante "sul mare" è solitamente da prendere con le molle: non è raro che, nei locali in questione, l'unica acqua che è possibile vedere sia quella minerale in bottiglia. Non è certo il caso del Grillo, chalet che può vantare una collocazione davvero incantevole, a pochi passi dalla battigia, praticamente senza barriere tra i tavoli e il rumore delle onde. Questa fortuna, il ristorante la condivide con gli altri locali del lungomare di Grottammare, che però non sono alla sua altezza in termini di qualità e di originalità delle sue preparazioni marinare.

L'ottima fama di cui il ristorante gode nella zona dipende infatti anche dai piatti elaborati e fantasiosi a base di pesce, tra cui spiccano soprattutto gli antipasti crudi. L'ambiente, elegante e raffinato, fa il resto, creando un'atmosfera ideale per una tranquilla cenetta. Interessante il menu a partire dall'antipasto misto iniziale, composto da una serie di assaggi: ostriche, scampi, cannolicchi e due specialità della casa come le olive ascolane ripiene di pesce e la trippa di coda di rospo. Naturalmente a base di pesce anche i primi e i secondi, tra cui spicca, oltre alla tradizionale grigliata mista, l'ottima coda di rospo alla griglia. Un sorbetto al limone chiude un pasto ampiamente soddisfacente, se si eccettua il conto finale che raramente è inferiore ai 50 euro.
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Ristoranti
 
2012-05-21 22:10:01 Locuste
Voto medio 
 
6.5
Qualità 
 
5.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
6.0
Prezzo 
 
7.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Gennaio 28, 2012
Recensione
Diciamolo: a Modena esistono eccellenze della ristorazione di ben altro livello, sia sul piano della qualità, sia su quello dell'ambiente. Però anche a Modena, qualche volta, si può avere voglia di una pizza senza pensieri o necessità di placare l'appetito in orari non proprio canonici. E in questi casi il posto giusto non può che essere la Griglia: cucina aperta fino a mezzanotte, due enormi sale a disposizione, decine di tipi di pizza, carne e pesce a volontà. Il servizio non va tanto per il sottile, ma è rapido ed efficace, come si conviene a una vera e propria "macchina da coperti"; inutile aspettarsi eccessive raffinatezze, ma se ci si tuffa sui piatti classici della cucina emiliana qualcosa di buono si ottiene. In più, l'assortimento (anche di primi e secondi) è davvero notevole e i prezzi onesti.

Saltando a piè pari la scarna introduzione (antipasto di mare, insalata mista e così via), i primi riservano qualche bella sorpresa: per esempio i tortelli con scaglie di grana e aceto balsamico, ruspanti ma appetitosi, quelli al gorgonzola, burro e salvia o ancora con speck, provola e rucola. Curiosi i paccheri con salsiccia, melanzana e rucola. Non mancano, come annunciato, anche i piatti a base di pesce: strascinati con cime di rapa e vongole, spaghetti allo scoglio, gnocchi al salmone, gamberetti e caviale. Tra i secondi domina, ovviamente, la griglia: filetto, costata, grigliata mista (con la piacevole presenza del cavallo), ma anche pesce fresco di ogni tipo, a seconda della disponibilità. In lista anche il pesce spada e gli scampi alla bella Mergellina. Le pizze sono in numero enorme e disponibili in due varietà: normali o "tirate", cioè più larghe e sottili. Non granché i dolci: il tiramisù si rivela essere più che altro una torta al caffé. Da censurare in toto, invece, le bevande: passi per l'unica birra disponibile (Warsteiner) ma almeno si dovrebbe andare oltre al quasi imbevibile rosso della casa...
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Ristoranti
 
2012-05-21 22:08:10 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
6.5
Quantità 
 
6.0
Servizio 
 
6.5
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9.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Settembre 03, 2010
Recensione
Impossibile non rimanere affascinati da un personaggio come Eiler Larsen, l'anziano signore raffigurato nella statua che fa bella mostra di sé sul lungomare di Laguna Beach; un immigrato danese con barba e capelli fluenti che per oltre quarant'anni rimase seduto all'angolo della strada, prendendosi l'incarico di salutare calorosamente tutti i passanti, fino a guadagnarsi nel 1963 la carica di "Laguna's Official Greeter and Goodwill Ambassador" (nonché, dopo la sua morte, la scultura commemorativa). Una storia tipicamente americana, anzi tipicamente californiana, che fa anche da ottimo spot pubblicitario per l'adiacente ristorante. Il locale, di per sé, non può vantare particolari qualità gastronomiche, ma ha dalla sua una bella vista sulla spiaggia e la possibilità di mangiare pesce fresco a prezzi decisamente abbordabili.

Menu decisamente ridotto e incentrato, come detto, sui piatti di pesce, che a pranzo costano dai 10 ai 14 dollari (contorni compresi). La freschezza delle materie prime è indubitabile anche se, come accade spesso in riva all'oceano, il sapore non è particolarmente accentuato. Merita comunque un assaggio il red snapper, pesce sconosciuto da noi ma molto diffuso nel Pacifico (e anche nell'Atlantico con il nome di "pargo"): le sue carni sono morbide e appetitose. In alternativa non mancano lo swordfish (pesce spada) e lo yellow tuna, varietà locale di tonno. Tra i contorni domina il solito cole slaw, insalatina di cavolo, carote e maionese, onnipresente da queste parti. Il menu comprende anche una lunga lista di burger non particolarmente degni di nota. Acqua e bibite sono servite con refill gratuiti, mentre per quanto riguarda le birre si può contare sulla solita Samuel Adams.
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Ristoranti
 
2012-05-21 22:05:13 Locuste
Voto medio 
 
8.0
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
9.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Dicembre 10, 2010
Recensione
Grazie alle sue intensive coltivazioni di lavanda, gelsomino, rose, iris e molte altre piante floreali, Grasse è da secoli uno dei centri mondiali della produzione di profumi. All'ora di pranzo, però, gli aromi che si effondono lungo le pittoresche stradine del centro storico sono di tutt'altra natura e ben più invitanti per i gourmet, più o meno titolati. Ed è proprio a pranzo che bisogna visitare il ristorante di Véronique e Hubert Eurlings, aperto la sera soltanto su prenotazione per gruppi superiori alle 15 persone. Attenzione, però: l'offerta, oltre che di grande qualità, è davvero strabiliante dal punto di vista economico (un pasto completo a poco più di 14 euro!) e di conseguenza il pienone è quasi quotidiano. Se ce n'è la possibilità, meglio prenotare, altrimenti si può attendere all'esterno del piccolissimo locale, badando però a non superare le 14, orario di chiusura.

Nulla di particolare da segnalare per quanto riguarda l'ambiente, salvo le simpatiche tovagliette che riproducono foto storiche della raccolta dei fiori nelle campagne circostanti. Si segnalano invece, come detto, i menu fissi proposti dalla casa: da 8,50 a 14,50 euro. La formula più completa comprende, incredibile a dirsi, un antipasto, un primo, un dolce, acqua a volontà, un bicchiere di vino e caffè. E non stiamo parlando di porzioni ridotte né di piatti arrangiati: tanto per dare un'idea, tra le entrées troneggia la sontuosa terrine de foie de volailles au Porto, gustosissimo paté di fegato servito con verdure e pane fresco. In alternativa - ma il menu varia quotidianamente - ecco la tartare de celeri et saumon (sedano e salmone) o la salade de lentilles et saucisse Montbéliard (insalata con lenticchie e una tipica salsiccia affumicata).

Non da meno i piatti principali: nel periodo invernale da provare la dinde farcie aux marrons et raisins, una fetta di tacchino ripieno di castagne e uva passa, ma ispirano anche la noisette de porc avec sauce échalote (maiale con salsa allo scalogno), la marmite du pêcheur (zuppa di pesce) e la bavette d'aloyau poelée (un particolare taglio di manzo in padella). I dolci non sono altrettanto sofisticati, se si eccettua il fromage blanc avec coulis aux fruits rouges (formaggio con salsa ai frutti di bosco), ma la crème caramel è, semplicemente, una vera crème caramel, e per palati abituati a sapori industriali tanto basta. Eccellente anche l'assortimento di vini, in particolare Vin de Pays du Var (il "vin de Pays" è una denominazione paragonabile all'italiana IGT). Servizio rapido ma estremamente cortese.
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Ristoranti
 
2012-05-21 21:50:14 Locuste
Voto medio 
 
6.8
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
3.5
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 30, 2009
Recensione
Inevitabile un po' di sconcerto nell'avvicinarsi a questo grazioso locale sul Naviglio Pavese, non foss'altro perché, come da tradizione della zona, nel breve raggio di pochi metri sorgono almeno 4 ristoranti di ogni tipo e risma. Una volta entrati nella corte che ospita l'osteria, però, le cose cambiano: atmosfera tranquilla, specialmente d'estate nell'accogliente e silenziosa veranda, e una piacevole cura dei particolari che fa la differenza. La qualità è il punto di forza del locale, che sceglie una cucina variegata e poco legata al territorio - con qualche luminosa eccezione - e si affida, senza sbandierarle, a materie prime di livello eccellente. L'esperienza è un po' meno soddisfacente dal punto di vista dei prezzi, qui come altrove un po' troppo elevati: primi tra gli 8 e i 10 euro, secondi da 14 a 20.

Ricca e interessante la lista degli antipasti: specialità della casa il paté d'anatra con pan brioche, ma citiamo anche il tortino di scalogno caramellato con aceto balsamico e il flan di zucchine, basilico e pomodorini. Le porzioni però non sono eccezionali. Da dieci e lode i primi: le trenette al ragù di alici e finocchietto selvatico sono davvero sublimi, ma stuzzicano anche i tagliolini di grano saraceno con salsa di piselli, gamberetti e pomodorini. Da testare gli spaghetti con cipollotto di Tropea i ravioli con provola affumicata e pomodorini ciliegia. Gioie e dolori invece per quanto riguarda i vini: la cantina è davvero molto fornita, ma i ricarichi sono particolarmente pesanti. Ciò non toglie che il Fiano di Avellino delle cantine Colli di Lapio meriti una citazione.

Nei secondi la cucina riscopre una vocazione alla tradizione locale, pur con qualche variazione sul tema. Ecco quindi comparire l'ottima viennese con pomodorini e rucola, una delle migliori assaggiate in città, e nella stagione invernale anche i bruscitt. Ma ci sono anche piatti di origine del tutto diversa come il delicato carpaccio di tonno e il saporito (anche se un po' striminzito) petto d'anatra in salsa di prugne. Prima del dolce da non perdere la selezione di formaggi con alcune punte come il pecorino di fossa e il Blu di Moncenisio. I dessert meritano un assaggio, e l'utilizzo di frutta freschissima si fa sentire: ottimi l'aspic di frutti di bosco alla panna acida e il crumble di pesche, così come la marquise di cioccolato alla spuma di fragole. Peccato solo per qualche lungaggine di troppo nel servizio.
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Ristoranti
 
2012-05-21 21:47:45 Locuste
Voto medio 
 
7.5
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
7.5
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 22, 2008
Recensione
Meriterebbe senz'altro una recensione più completa questo storico locale del centro di Granada in cui, per ragioni di tempo, le Locuste si sono limitate a un passaggio fugace. Ben noto in città e segnalato da tutte le principali guide, il caratteristico ristorante di calle de Elvira sconta questa sua popolarità con un tantino di "manierismo" nell'arredamento e soprattutto nel menu, con prezzi decisamente più elevati che altrove. Ma ne vale la pena: l'assortimento di prodotti tipici iberici, con una decisa prevalenza di salumi e formaggi, è davvero notevole, e probabilmente senza eguali è la cantina che offre una selezione di vini pressoché infinita. Inoltre il locale vale una visita anche soltanto per il magnifico arredamento degli interni, con teste di toro e prosciutti in bella vista.

D'estate, comunque, si mangia (anche) all'aperto in uno stretto vicolo che separa la sala principale del ristorante dalla cucina; il servizio è caotico, con un numero spropositato di camerieri, ma efficace. Soprattutto se ci si ferma per una pausa pranzo, la scelta migliore è quella di optare per uno dei piatti unici proposti dalla lista: il surtido de tapas, a 12,50 euro, è il più economico ma anche il meno abbondante. Comprende assaggi del famoso jamon serrano (prosciutto crudo) e di queso manchego (il più tipico dei formaggi spagnoli), accompagnati da ensaladilla russa, tortilla de patatas e dal buonissimo chorizo a la sidra, caratteristica salsiccia aromatizzata.

Più abbondante e ricco il combinado de la casa, a 14,50 euro: un interminabile piatto di affettati artigianali della zona, come la morcilla (una sorta di sanguinaccio) e l'immancabile jamon iberico, a cui si aggiungono queso manchego, paté e lomo de orza (lomo marinato). Un ulteriore versione del piatto, ancora più fornita, è il surtido de ibericos (16,50 euro) nel quale si può assaggiare anche il salsichon iberico, un caratteristico tipo di salame. Il tutto naturalmente va degustato in abbinamento con uno degli ottimi vini della cantina. In definitiva un locale che strizza inevitabilmente l'occhio al turismo di massa ma che merita almeno una visita.
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Ristoranti
 
2012-05-21 21:45:55 Locuste
Voto medio 
 
7.5
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
5.0
Prezzo 
 
9.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 05 Ottobre, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 03, 2004
Recensione
ATTENZIONE: Ci viene segnalato che purtroppo il ristorante non è più attivo.

Tipico locale a gestione familiare, arredato elegantemente ma senza troppe pretese, il ristorante San Lorenzo rivela insospettabili pregi nella qualità dei suoi piatti e soprattutto nella generosità dell'offerta. La sostanziale "invisibilità" del ristorante, segnalato soltanto da un cartello sulla circonvallazione di Gorla, fa il paio con la cortesia dei gestori.

Il menu varia a seconda della giornata e comprende una ristretta scelta di primi e secondi, in accordo con le ristrette dimensioni del locale. Dopo un classico ma abbondante antipasto a base di affettati e insalata russa, si passa alla pasta (spaghetti, fusilli o maccheroni): ai condimenti tradizionali come pomodoro e ragù si affiancano più originali sughi alla wodka e pancetta o alla sanremese (pesto e pomodoro). Secondi rigorosamente di carne: ottimi il pollo ripieno di carne e asparagi e la salsiccia con funghi. Da segnalare anche i fagottini: sandwich di fettine di vitello con pancetta e pomodoro.

Onesto e a buon mercato il vino della casa; in generale il locale si segnala per le porzioni più che abbondanti e per i prezzi più che contenuti. A pranzo un menu completo costa solo 10 €, a cena poco più di 15. La pecca più evidente del ristorante è la lentezza del servizio, che finisce per allungare oltre misura la durata del pasto.
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Ristoranti
 
2012-05-21 16:00:07 Locuste
Voto medio 
 
6.6
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
6.0
Servizio 
 
5.0
Prezzo 
 
8.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Settembre 15, 2006
Recensione
Tutto si può dire della "Goletta" meno che non sia un locale di successo. Nel fine settimana, in particolare, lo si trova immancabilmente strapieno e anche prenotando tempestivamente non è detto che si riesca a trovare posto (almeno non subito). Le ragioni di questo exploit? Essenzialmente i prezzi popolari, che consentono di portare a termine un'intera cena a base di pesce con meno di 30 euro - caso più unico che raro - oppure di concedersi una pizza margherita spendendone soltanto 2,80. Per questo il locale merita un sincero elogio, anche se non mancano le pecche: scarsa originalità nel menu e abbondanza delle porzioni inadeguata alla tipologia di ristorante.

L'ambiente, oltre che inevitabilmente affollato e rumoroso, è alquanto spartano, con classiche tovaglie a quadri e scarno arredamento; il servizio un po' approssimativo, ma comunque piuttosto rapido. La lista presenta una certa varietà di piatti ma si rifà quasi interamente alla tradizione, a cominciare dagli antipasti che propongono fra l'altro insalata di mare, cocktail di scampi e altri "classici". Più originali le capesante con sedano fritto, che però non convincono a fondo, e il trittico composto da carpaccio di tonno, insalata di polpo e gamberi. Le porzioni, come detto, sono piuttosto ridotte.

Tra i primi soddisfano le pappardelle con gamberi e punte di asparagi, un po' meno gli gnocchetti sardi con scampi. Da testare, in stagione, gli spaghetti scampi e porcini. Secondi: volendo puntare sul pesce, la cucina propone un'invitante orata alla livornese che si rivela però piuttosto insipida. Meglio i gamberoni o gli scampi alla griglia. In alternativa si può optare per la classica grigliata mista o per il pescato del giorno, al forno o al sale. Dolci al carrello nella media, con qualche variazione sul tema (torta limone e uvetta). Cantina non fornitissima, il Greco di Tufo è senza infamia e senza lode.
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Sagre
 
2012-05-21 15:41:23 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
6.0
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
8.0
Opinione inserita da Locuste    21 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 31, 2010
Recensione
Con il solito contorno di serata danzante e musica dei tempi che furono, la Pro Loco di Grandola organizza ogni anno diversi appuntamenti con la buona cucina. Gli gnocchi (in diverse varietà) non sono nulla di eclatante, ma in compenso le porzioni sono decisamente abbondanti e i prezzi abbordabilissimi. Ampio spazio a disposizione e, per una volta, niente code.

Alcuni piatti: Gnocchi al pomodoro (foto), al pesto (foto) e ai formaggi, panino con salsiccia, polenta, grigliata mista (foto), formaggi, patatine (foto), torte varie, vino Barbera, Bonarda o Pinot, caffè e liquori
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