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Ristorante Agriturismo Montevecchio Isolani
2012-05-22 21:26:10
Locuste
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Recensione
Data di visita
Mag 28, 2011
Recensione
Sarà pure un modo di dire abusato, ma parlare di paesaggio da sogno è forse l'unica maniera per descrivere il panorama che si può ammirare raggiungendo per la prima volta questo agriturismo: immerso in una tenuta sterminata (esistente addirittura dal 1400), affacciato sugli incantevoli colli bolognesi, circondato dal verde e dotato anche di un frequentato maneggio, si può a ben diritto definire un paradiso per le famiglie e gli amanti della natura. E anche per quelli dei vini, visto che da queste parti si producono e vendono alcune bottiglie di pregio a prezzi assolutamente competitivi. L'agriturismo, che dispone anche di diverse camere e due appartamenti per le vacanze, si fa rispettare anche sul piano culinario, con un menu fisso rispettoso della tradizione locale; mancano i picchi, ma la qualità media è discreta. Peccato solo per qualche trascuratezza nel servizio che riporta un po' con i piedi per terra.
Come detto, la vera "chicca" da queste parti sono i vini: cominciamo dunque dall'eccellente e pregiatissimo Pignoletto, fermo o frizzante, per proseguire con il Cabernet Etichetta Nera, affinato per almeno due anni in legno, e con il robusto e superbo Cabernet Riserva. Tutti da provare e da acquistare. L'antipasto è costituito da una serie di bruschette ai funghi e al pomodoro e anelli di cipolla fritti; giusto un assaggio in vista del doppio primo, gli ottimi strozzapreti con rucola, noci e salsiccia e il riuscito risotto zucca e salsiccia. Le quantità non sono trascendentali, ma l'abbinamento è da apprezzare.
Con i secondi ci si butta a capofitto nella tradizione emiliana: arrivano cestini di tigelle e crescentine accompagnati da una ricca varietà di salumi, dal crudo al salame passando per mortadella, pancetta e salame di ciccioli. Non mancano i condimenti come carciofini, cipolline e un'inaspettata marmellata di albicocche; in questo bailamme passa quasi sotto silenzio il "vero" secondo, l'arrosto misto, non particolarmente entusiasmante. Discreti, ma nulla di più, anche i dolci: semifreddo al torroncino e torta al cioccolato. Niente amaro per chiudere (e il caffè è da dimenticare) ma per fortuna c'è una gustosissima grappa di Pignoletto...
Come detto, la vera "chicca" da queste parti sono i vini: cominciamo dunque dall'eccellente e pregiatissimo Pignoletto, fermo o frizzante, per proseguire con il Cabernet Etichetta Nera, affinato per almeno due anni in legno, e con il robusto e superbo Cabernet Riserva. Tutti da provare e da acquistare. L'antipasto è costituito da una serie di bruschette ai funghi e al pomodoro e anelli di cipolla fritti; giusto un assaggio in vista del doppio primo, gli ottimi strozzapreti con rucola, noci e salsiccia e il riuscito risotto zucca e salsiccia. Le quantità non sono trascendentali, ma l'abbinamento è da apprezzare.
Con i secondi ci si butta a capofitto nella tradizione emiliana: arrivano cestini di tigelle e crescentine accompagnati da una ricca varietà di salumi, dal crudo al salame passando per mortadella, pancetta e salame di ciccioli. Non mancano i condimenti come carciofini, cipolline e un'inaspettata marmellata di albicocche; in questo bailamme passa quasi sotto silenzio il "vero" secondo, l'arrosto misto, non particolarmente entusiasmante. Discreti, ma nulla di più, anche i dolci: semifreddo al torroncino e torta al cioccolato. Niente amaro per chiudere (e il caffè è da dimenticare) ma per fortuna c'è una gustosissima grappa di Pignoletto...
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