Opinione scritta da Locuste

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Sagre
 
2012-05-31 22:33:41 Locuste
Voto medio 
 
8.3
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
5.0
Prezzo 
 
10.0
Opinione inserita da Locuste    31 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 09 Gennaio, 2020
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Dicembre 28, 2019
Recensione
Non è ovviamente una vera sagra, ma la festa organizzata dalle Locuste a fine anno per amici, nemici e cultori dell'enogastronomia. L'obiettivo di questo rito, che si avvicina ormai al ventesimo compleanno, è sbranare un intero prosciutto (di Parma, di San Daniele o, in qualche occasione, straniero) accompagnandolo con quantità indefinite di vino e con formaggi, altri salumi, stuzzichini vari, frutta, dolci e altri ammennicoli. La location è itinerante, ma ormai tradizionalmente la festa si tiene a Gallarate. Numero di ospiti variabile, indispensabile invece il sottofondo di opere filmiche di pregio quali "Il senso della vita" o "Il grande Lebowski".
Grazie alle foto qui pubblicate potete farvi almeno lontanamente un'idea di quanto accaduto nelle ultime 15 edizioni...
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10
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Sagre
 
2012-05-30 22:21:12 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
6.0
Prezzo 
 
6.5
Opinione inserita da Locuste    30 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 2015
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Settembre 11, 2015
Recensione
Uno dei più attesi appuntamenti dell'anno: arrivano affamati da tutta la provincia di Varese e anche da molto più lontano per provare le prelibate costine della "mitica" Accademia della Costina, arrostite sulla griglia più grande d'Europa. Il risultato è da leccarsi i baffi, ma sono da mettere in conto almeno 2 ore di coda! Le costine sono in vendita a peso. Nell'edizione 2012 i prezzi sono aumentati (13 €/kg) ma l'organizzazione è migliorata e il menu si è arricchito di nuovi piatti, come la pasta prosciutto, lonza e salsiccia, quella ricotta, porri e salsiccia, lo spezzatino e il gorgonzola con polenta, anche se il clou resta ovviamente la carne. Attenzione: la domenica si rischia l'esaurimento della materia prima (vedi ultima foto pubblicata)!
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Bar & Pub
 
2012-05-30 22:15:08 Locuste
Opinione inserita da Locuste    30 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 17, 2012
Recensione
Uno degli indirizzi migliori della zona per la classica colazione a base di granita e brioche.
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Ristoranti
 
2012-05-30 18:04:32 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
8.0
Prezzo 
 
6.0
Opinione inserita da Locuste    30 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 30 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 26, 2012
Recensione
A volte è sufficiente allontanarsi di poco dalle strade più battute per entrare in un altro mondo. È il caso di questa zona alle pendici delle colline, all'imbocco della strada che porta a Pino Torinese e, in altra direzione, alla Basilica di Superga: con la sua atmosfera da borgo pre-montano, il quartiere sembra lontano mille miglia dalle luci del centro di Torino, che in realtà sono a un tiro di schioppo. La piazza in cui sorge il ristorante, per la verità, è francamente inguardabile, ma l'aspetto da locanda di una volta promette grandi cose. E le aspettative non restano deluse: siamo davvero in una trattoria all'antica, una di quelle in cui l'accoglienza e la convivialità, pur nei limiti del carattere non troppo espansivo dei torinesi, contano più di ogni altra cosa. La cucina è solida e rigidamente tradizionale, magari senza punte di eccellenza ma impreziosita da una qualità sicura e costante. Porzioni abbondantissime e prezzi più che interessanti.

La vera specialità della casa, come annunciato fin dall'insegna, sono i formaggi piemontesi, dalla toma d'alpeggio in giù. Ma anche chi non si volesse dedicare direttamente ai latticini, ne troverà traccia evidente in quasi tutti i piatti del menu, a cominciare dall'antipasto a base di torta fritta al formaggio e crocchette fritte (anch'esse al formaggio). Tutto accompagnato però da salumi, carne in gelatina, peperoni con capperi, un eccellente bagnetto di acciughe (anche in salsa verde) e soprattutto dall'insalata russa artigianale, il migliore degli antipasti. I vini rossi sono della casa, ma è tutt'altro che un problema: il Barbera del Monferrato di Giovanni Monticone è imbottigliato appositamente per la trattoria. Per chi preferisce il bianco c'è invece l'Erbaluce di Caluso dell'azienda agricola Podere Macellio.

Primi piatti che non si discostano dalla tradizione: gli agnolotti ripieni di carne, asciutti e saporiti, sono quanto di più classico si possa chiedere in questa landa del Piemonte. Immancabili e assai corposi anche gli gnocchi ai formaggi. Tra i secondi spunta l'ottimo coniglio con verdure, servito in quantità industriali, mentre è meno degno di nota l'arrosto di maiale. Abbondante anche l'accompagnamento di verdure, tra cui gli inconsueti fagioli piatti lessati. Per non farsi mancare nulla c'è anche un tris di dolci: torta di mele, sorbetto al limone e vodka e il tipico bonnet, il migliore del lotto. Dopo una tale abbuffata è impossibile pensare di alzarsi senza una grappa della casa, ma l'impatto sul portafoglio è decisamente più leggero: con 35 euro si può portare a termine un pasto completo.
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Negozi
 
2012-05-29 13:59:23 Locuste
Opinione inserita da Locuste    29 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 27, 2012
Recensione
Giovane e interessante birreria artigianale che produce tra l'altro l'originale Sognodoro, nata da 5 varietà di luppoli americani. Da provare anche la spillatura con metodo Randall.
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Negozi
 
2012-05-29 13:57:03 Locuste
Opinione inserita da Locuste    29 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 27, 2012
Recensione
Rivendita di birre artigianali e prodotti tipici, offre anche una vasta scelta di panini. Altra sede a Piacenza.
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Negozi
 
2012-05-29 13:56:07 Locuste
Opinione inserita da Locuste    29 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 27, 2012
Recensione
Rivendita di birre artigianali e prodotti tipici, offre anche una vasta scelta di panini. Altra sede a Cortemaggiore (PC).
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Ristoranti
 
2012-05-25 22:00:41 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 03 Novembre, 2020
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 25, 2019
Recensione
Zucca e pesce di lago: cos'hanno in comune? Un indovinello difficile da risolvere per chi non ha visitato questo ristorante a due passi dal poco conosciuto ma a tratti incantevole lago di Monate. Osmate, paese di "zucconi" (pare che da questo nickname prenda nome il locale), è tutto strade strette e basse case in pietra, ma il ristorante ha ben poco della tradizionale locanda di paese: sia l'offerta gastronomica, sia la location - con un'accogliente veranda esterna riscaldata - sono riadattati a una frequentazione turistica molto copiosa. Ciò non toglie che la trattoria abbia trovato un non facile equilibrio tra i prodotti della gastronomia locali e le "importazioni", così come tra la cucina di terra e quella di lago. Ci siamo tornati dopo più di 10 anni (l'ultimo aggiornamento è di ottobre 2020) e non abbiamo trovato sostanziali differenze in questa formula, se non un'ancora maggiore attenzione alla ricerca gastronomica e alla presentazione dei piatti, e un piccolo (ben giustificato) aumento dei prezzi.

Gli antipasti riflettono la dicotomia di cui si è parlato in precedenza. Da una parte il lago, rappresentato da tartare di salmerino, carpione di lago, luccio mantecato con polenta e trota salmonata marinata con puntarelle (10-12 euro); dall'altra un corposo antipasto di terra in cui non mancano sformato di zucca, gnocco fritto con crudo, formaggina di Osmate con polenta. Le zucche tornano, com'è ovvio che sia, anche tra i primi (10-12 euro), sotto forma di crema ma anche come ingrediente degli "schiaffoni" (pasta ripiena) al burro e salvia. Appetitosi anche gli gnocchetti di castagne al crudo e nocciole e le tagliatelle ai mirtilli con sugo di lepre, ma per chi vuole restare sul filone del lago il consiglio è di provare gli eccellenti paccheri ai fiori di zucca e pesce persico, o in alternativa un grande classico: il risotto al persico (minimo 2 persone).

Molto ampia la scelta dei secondi (18-22 euro), che spaziano da un capo all'altro del... ricettario. I gestori vanno giustamente orgogliosi della loro fiorentina (4,50 euro all'etto) e della tagliata servite sulla piastra di cottura; c'è spazio anche per orecchia d'elefante e costolette d'agnello. Il pesce di lago però non manca, dai filetti di persico alla gustosa sandra (luccioperca) gratinata, passando per il luccio alla gardesana, oppure grigliata e fritto misto. Tra i dolci, il casalingo tiramisù si accompagna all'altrettanto genuina crostata di mele con gelato. Un elogio lo merita anche il vino della casa sfuso, anche se non mancano diverse bottiglie di pregio; rispetto al passato è meritevole proprio la maggior cura dedicata alla cantina e al menu (che una volta veniva enunciato soltanto a voce).
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Ristoranti
 
2012-05-25 21:55:46 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
6.5
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 31, 2010
Recensione
Un ristorante che può indicare come proprio indirizzo la Route 66 ha evidentemente già una marcia in più. Lungo il tracciato dell'antica highway, rimossa per motivi oscuri nel 1985 ma ancora oggi mitizzata da motociclisti e viaggiatori di ogni tipo, si sviluppa l'abitato di Williams: si fa per dire, visto che la città, essenzialmente una porta d'accesso al vicino Grand Canyon, è tutta concentrata ai bordi della strada. Oltre alla posizione favorevolissima, il locale di Lawrence e Stella Sanchez ha anche una bella storia da raccontare: quella di Rodney Graves, nato nel Maine e trasferitosi in Arizona negli anni Trenta, nonché organizzatore del primo rodeo della città! L'intera cronologia del ristorante si può leggere anche sul menu, per il momento vi basti sapere che dal 1946 il successo di questo frequentato locale non è mai scemato.

Il motivo? Facile a dirsi: l'eccezionale carne bovina che i cuochi elargiscono a piene mani ai fortunati clienti, a prezzi tutto sommato abbordabili (anche se non bassissimi) e soprattutto in quantità più che generose. Inutile dilungarsi sugli antipasti che, come al solito, costituiscono soltanto un palliativo e non sono neppure citati nella lista. Meglio gettarsi subito a capofitto sulle specialità della casa: la t-bone ground sirloin steak, mezzo chilo di succulenta bistecca (importante specificare bene la cottura desiderata), il delicato filet mignon, la petite steak o la New York strip, comunque di dimensioni ragguardevoli. Tutto servito con contorno di baked potato (patata al cartoccio con burro o panna acida), french fries o green beans (fagioli).

Tra i piatti più originali offerti dal menu da segnalare senza dubbio la Sirloin Ka-Bob, una curiosa bistecca con salsa allo zucchero (non per tutti i palati, ma apprezzabile), e il beef liver, fegato di manzo. Il mare è molto lontano ma non mancano offerte a base di pesce, come il jumbo fantail shrimp (gamberi a volontà) o addirittura l'abbinamento steak & lobster (bistecca e aragosta)! Molto richieste, infine, le Prime Rib au jus (costine) disponibili in tre diverse porzioni a seconda dell'appetito del cliente. Ottimi, un po' a sorpresa, i dolci, in particolare la classica apple pie. Per dissetarsi niente di meglio di una birra locale, come la solita Samuel Adams.
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Ristoranti
 
2012-05-25 21:54:02 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
6.0
Prezzo 
 
9.5
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 04, 2007
Recensione
Lasciare l’autostrada che collega alcune grandi città della Germania meridionale (Stoccarda, Norimberga, Ulm) per immergersi tra le colline nei dintorni di Wildenstein è un’esperienza quasi mistica. Siamo nel land del Baden-Württemberg, ma lontani anni luce dagli splendori dei monumenti romanici e anche dalle suggestioni del lago di Costanza: qui sembra di avere a che fare con un paesaggio incantato, tra i fratelli Grimm e il villaggio di Frankenstein (il nome non è casuale...). E l’ambientazione per la verità dev’essere gradita, visto che lussuosi alberghi con tanto di limousine si alternano a paesini solitari e apparentemente inanimati. Wildenstein è uno di questi ultimi e la Landgastof Zum Hirsch il primo rifugio che il viaggiatore disperso incontra lungo la strada.

Molto grande e accogliente all’interno, la locanda dispone anche di alcuni tavolini all’aperto: l’ideale per apprezzare al meglio la location rustica, compresi i suoni e gli odori della stalla che, però, non disturbano affatto l’appetito. Una volta raggiunta un’intesa a gesti con il personale e compreso a grandi linee il significato di qualche parola del menu, si può tentare di ordinare: soddisfazione assicurata perché i piatti non sono solo genuini e abbondanti, ma offrono anche piacevoli variazioni rispetto alla classica cucina tedesca. Certo, non mancano la tradizionale zuppa del giorno (Tages suppe) e i consueti bratwürst, ma la cucina ha anche altro da offrire.

Volendo si può iniziare con un piatto di salumi locali aromatizzati con abbondante senape, per poi passare ai piatti forti: soprattutto l’ottimo rehbraten mit spätzle (nella foto), ovvero cervo arrosto servito con verdure – molto apprezzate – e con i classici “spaghettoni” da intingere nel sugo. A parte il discutibile abbinamento con marmellata di melograno, il piatto è da ricordare. Altre specialità sono la paprika schnitzel (cotoletta) e lo jägerbraten (maiale arrosto), anche se la lista cambia di giorno in giorno. Si beve ovviamente birra, l’interessante Ladenburger, prodotta nelle vicinanze (a Neuler). Ulteriore nota più che positiva, i prezzi: con due abbondantissimi piatti difficilmente si può arrivare ai 20 euro.
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