Opinione scritta da Locuste

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Ristoranti
 
2012-05-24 09:09:27 Locuste
Voto medio 
 
7.9
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
8.5
Prezzo 
 
8.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 28, 2003
Recensione
Una cosa è certa: Monte Sant'Angelo vale sicuramente una visita, per valide ragioni. Il santuario di San Michele, fra i più frequentati dai pellegrini, il castello normanno-aragonese, il panorama che si gode sul paesaggio circostante sono alcune di queste. Un'altra è la gastronomia locale, ben rappresentata nel settore dei dolci (famose le ostie ripiene di mandorle e i taralli aromatizzati) ma celebrata anche da Pasquale Mazzone nel suo ristorante.

Attenzione, però: il locale è tutt'altro che rustico e casereccio. In un ambiente piuttosto raffinato, ricavato dalla ristrutturazione di una delle vecchie abitazioni abbarbicate sulla roccia che compongono il paese, lo chef non si limita a riproporre i piatti della tradizione ma li rielabora e li serve secondo il suo gusto personale. Il menu inizia con gli ottimi salumi e formaggi locali per proseguire con primi di varia natura: pasta fatta in casa (troccoli al pomodoro e cacioricotta, orecchiette alle cime di rapa, lajine con baccalà e ceci) ma anche il caratteristico passato di fave con cicoria, da provare assolutamente.

Tra i secondi da preferire di volta in volta la carne (agnello o capretto alle erbe del Gargano) o il pesce (scampi, seppioline), a seconda della stagione. Sarà lo stesso proprietario, che ama intrattenersi con i clienti, ad illuminarvi sul piatto migliore con i suoi consigli. Detto dei dolci tipici, fra cui anche i mostaccioli, non si può sorvolare sugli ottimi vini, tra cui consigliamo l'ormai famoso Primitivo.
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Ristoranti
 
2012-05-24 09:07:08 Locuste
Voto medio 
 
7.5
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.5
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7.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 26, 2007
Recensione
Quando la tua casa è sulle colline di Montalto Pavese, a due passi da Santa Maria la Versa e dalle altre rinomate cantine della zona, non hai molta scelta: o produci il vino, o lo servi in tavola in abbondanza. Per non sbagliare, la famiglia Canegallo ha deciso di fare entrambe le cose, dedicandosi anche all’allevamento di carni prelibate: il risultato non dev’essere dispiaciuto, dato che l’azienda agricola è in attività da quasi un secolo. Oggi che l’antico granaio è stato trasformato in un ristorante e la fattoria in un agriturismo da 8 camere, il luogo non ha perso fascino: il servizio è molto sobrio e curato, ma i prodotti sono davvero genuini e la struttura accogliente. Peccato soltanto per una certa parsimonia nelle porzioni: è vero che la richiesta di bis è ben accetta, fatto sta però che i secondi sembrano davvero sacrificati rispetto al resto.

Il menu è fisso – pur variando naturalmente a seconda della stagione – e si apre con l’orgoglio della casa: il salame a pasta morbida (di qualità simile a quello di Varzi), già premiato per due volte con il Gran Premio del Salame, come recitano i diplomi alle pareti. L’omaggio è tanto apprezzabile che del pregiato salume, servito in tavola intero, spesso rimane soltanto la pelle. Per accompagnare, naturalmente, nulla di meglio di una bottiglia di Bonarda della casa che fra l’altro si abbina perfettamente anche alle splendide focaccine calde con pancetta e alla torta al formaggio. Dopo l’antipasto si può continuare sulla strada della Bonarda o preferire un bicchiere di Pinot nero vinificato in bianco, l’altra etichetta prodotta della casa.

Di buon livello i primi piatti: in stagione è da provare il risotto con gli asparagi, di perfetta cottura e gusto sopraffino. Meno significativi gli agnolotti, che comunque sono più che discreti. Il secondo invece delude un po’: la tagliata olio e pepe con patate gratinate, nonostante il sapore delicato, non può competere con le altre portate. Anche i dolci sono naturalmente artigianali: spiccano la crostata di albicocche e la torta Paradiso con cioccolato fuso, miele o caramello. Infine un bicchierino di grappa di Bonarda per digerire un pasto per nulla pesante, anche sotto il profilo del prezzo (30 euro tutto compreso). Se poi si vuole proseguire la giornata a caccia di vini, c’è solo l’imbarazzo della scelta: vi consigliamo due cantine opposte per tipologia, l’affermata “Travaglino” – costosa ma dotata di etichette raffinatissime – e la più ridotta “La Marzuola”, entrambe a Calvignano.
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Ristoranti
 
2012-05-24 09:03:59 Locuste
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7.4
Qualità 
 
5.5
Quantità 
 
10.0
Servizio 
 
5.0
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9.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Marzo 07, 2008
Recensione
Da un certo punto di vista questo locale è la massima espressione della filosofia delle Locuste. Due sono infatti le caratteristiche peculiari del Mongolian Barbecue: prima di tutto il ricco buffet a consumazione illimitata per un prezzo fisso di 18 euro a cena e 10 euro a pranzo, bevande escluse, e in secondo luogo l'apprezzatissima "regola dell'avanzo" secondo la quale chiunque lasci qualcosa nel proprio piatto dovrà pagare un sovrapprezzo dai 5 ai 10 euro! Una sfida a cui le Locuste, per le quali non lasciare resti è da sempre un punto d'onore, non potevano certo sottrarsi. Il locale di viale Montenero può essere dunque il luogo adatto per un'abbuffata, ma attenzione: quando il ristorante è affollato, servirsi dal buffet non è facile, e oltretutto a cena il servizio è diviso in due turni (alle 19.30 e alle 21.30: consigliamo caldamente di optare per il secondo, se possibile).

Il ristorante perfetto, dunque? Non esattamente. La qualità è quella che è, e cioè non eccelsa: i piatti pronti sono equiparabili al livello medio di un take-away cinese, mentre la carne e il pesce, cotti al momento della scelta dagli infaticabili cuochi sulla grande piastra di ferro (che per inciso non è un "barbecue" e non è neppure "mongolian", essendo originaria di Taiwan), sono pur sempre carne e pesce alla piastra e nulla più. In ogni caso il consiglio è quello di iniziare con una selezione dal buffet, rigorosamente self service: segnaliamo in ordine sparso involtini, anatra al bambù, germogli di soia, pollo fritto, verdure di stagione crude e saltate, gamberetti piccanti, spiedini di maiale, patate al forno, ravioli al vapore. C'è anche qualche assaggio di sushi, ma è più una concessione alla moda che altro: meglio evitarlo.

Procedendo lungo il banco frigo si arriva al piatto forte: tagli di carne e di pesce per tutti i gusti, da selezionare accuratamente per poi passarli ai cuochi in attesa. Notiamo, fra l'altro, bistecche di vitello, tagliata di manzo, agnello e bracioline di maiale, ma anche salmone, gamberoni, calamari e seppie. In massima parte si tratta naturalmente di prodotti surgelati, comunque la cottura è valida e veloce. Salse piccanti, zenzero, soia e wasabi sono a disposizione per il condimento. Come bevanda d'accompagnamento, acqua a parte, si può scegliere la consueta birra cinese (Tsingtao), come al solito non entusiasmante ma quantomeno più esotica della Moretti! La cornice è simpatica e, se si frequenta fuori dagli orari di punta, anche abbastanza rilassata, benché inquieti un po' il personale che passeggia tra i tavoli alla ricerca di trasgressori della "regola dell'avanzo".... è il prezzo da pagare per una quantità illimitata!
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Ristoranti
 
2012-05-24 09:02:06 Locuste
Voto medio 
 
7.4
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.0
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7.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 21, 2007
Recensione
È difficile credere che questa trattoria piuttosto anonima, diciamo pure brutta dall’esterno e confinata ai margini del centro di Modica, si sia potuta conquistare una reputazione così solida e affermata addirittura a livello nazionale. Eppure, già varcando la soglia, la piccola sala da pranzo (assolutamente necessario prenotare, soprattutto d’estate), modestamente arredata con le classiche tovaglie a quadri, e i piccoli particolari come la lavagna su cui sono indicati a pennarello i piatti del giorno, promettono agli avventori un ambiente familiare e accogliente. Promesse per nulla disattese: La Rusticana è rustica per davvero, senza finzioni pseudo-chic, e lo è anche la sua cucina rigorosamente di terra, strettamente fedele alla tradizione del ragusano.

Il menu proposto dal ristorante è sempre piuttosto robusto e calorico, senz’altro – bisogna riconoscerlo – non particolarmente adatto alla stagione estiva, ma di qualità sopraffina. Ottimo l’antipasto che offre un compendio efficace dei prodotti locali: formaggi vari (caciocavallo una spanna sopra gli altri), salsiccia, bruschette con saporitissimi pomodorini e verdure marinate (zucchine, peperoni, melanzane). Accanto al vino della casa ci sono a disposizione diverse bottiglie di bianchi e – soprattutto – rossi della zona: segnaliamo un piacevolissimo Cerasuolo di Vittoria e il robusto Nero d’Avola della cantina Rudinì, prodotto a Pachino, dal profumo particolarmente fruttato.

Tra i primi non si può non provare il piatto tipico della zona: la zuppa di fave con i lolli, tipica e corposa pasta fatta in casa. Ottimi anche i cavatelli alla Norma (pomodoro, ricotta, basilico e melanzane fritte) e i ravioli di ricotta al sugo. Tanto caserecci quanto saporiti anche i secondi: spezzatino di agnello con patate al forno o carne e salsiccia con sugo. Da segnalare anche la trippa a spezzatino, mentre le polpette di carne arrosto sono servite in porzione un po’ troppo ridotta. Non mancano i dessert della casa, ma consigliamo di chiudere il pasto con un bicchierino dell’ottimo liquore di alloro e andare a gustare il dolce in una delle infinite pasticcerie della zona: ad esempio la gelateria Ciacheria, che come specialità vanta la debordante cremolata di fichi con noci e cioccolato.
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Ristoranti
 
2012-05-24 09:00:08 Locuste
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7.4
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
8.0
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8.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Gennaio 29, 2012
Recensione
Per chi ama l'Emilia in tutte le sue manifestazioni non c'è nulla di meglio di una visita a questo ristorantino del centro storico di Modena, a patto che si sia disposti ad affrontre un'atmosfera che definire conviviale e informale è dire poco. La principale caratteristica del locale, infatti, è il servizio della vulcanica signora Ada - un mito cittadino - che, ben lungi dalla discrezione, non manca di intrattenere la clientela con commenti salaci e osservazioni al limite del boccaccesco! Tutto questo in un contesto intimo e raccolto, a prezzi adeguati per l'ampiezza dell'offerta culinaria (davvero generose le porzioni). L'unica risorsa di cui è necessario disporre abbondantemente, oltre alla capienza dello stomaco, è il tempo: tra una portata e l'altra possono passare anche una ventina di minuti. Attese colmate però da gustosissimi monologhi che vanno a costituire un repertorio ormai consolidato.

Il menu è praticamente fisso, e agli avventori (vittime della debordante loquacità della proprietaria) non resta che adeguarsi, con scarsissime possibilità di scelta. L'antipasto generalmente è costituito da salumi, con un culatello imperdibile, ma non mancano variazioni sul tema come i gamberi con zucchine e aceto balsamico, che qui è di casa, il polpo alla griglia con patate e le gustose frittatine alle verdure, sempre naturalmente con aceto balsamico. Per proseguire, la casa propone un eccellente tris di primi: impeccabili le lasagne verdi al ragù, corposi i tortelli burro e salvia, ma il non plus ultra sono i tortellini, in brodo o asciutti che siano. I piatti, come detto, sono davvero imponenti e non è raro che venga offerto un bis, anche perché il servizio è unico e contemporaneo per tutta la piccola sala.

Doveroso, comunque, lasciare spazio per il secondo: in questo campo la prima scelta va senz'altro all'ottimo stinco di maiale con patate, miglior esempio di una cucina robusta e senza troppe concessioni alla fantasia. Ad accompagnarlo in tavola, però, ci sono anche l'anatra e la faraona. Perfetto compendio a questo genere di piatti il Lambrusco della casa: anche qui non c'è scelta, la cantina è unica ma più che affidabile. Diversi i dolci disponibili, ma è d'obbligo un assaggio della falsa torta Barozzi, un'imitazione (dichiaratissima!) del celebre dolce al cioccolato di Vignola. Interessante anche il gelato accompagnato dall'inconsueto sciroppo di arance amare. Uno o più bicchieri di Nocino per chiudere un pasto che è anche un'esperienza unica, tra teatro, cucina e "stanze" di vita quotidiana.
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Ristoranti
 
2012-05-24 08:53:10 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
4.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Febbraio 14, 2004
Recensione
Situato in pieno centro a Venezia e facilissimo da trovare, il ristorante Mirai mostra già dall'esterno il suo aspetto elegante e raffinato, per nulla appariscente. Entrando verrete accolti da una gentilissima cameriera che vi aiuterà sia accompagnandovi al tavolo, sia illustrandovi il significato dei nomi rigorosamente giapponesi (ma in alfabeto occidentale) dei vari piatti sul menù. C’è anche la possibilità, come nella migliore tradizione giapponese, di cenare dietro al bancone, dietro a cui i cuochi preparano sapientemente e sotto gli occhi di tutti le loro pietanze. L’arredamento semplice e moderno, dominato dai colori rosso scuro/bordeaux, la luce soffusa e la musica lounge di sottofondo creano un'atmosfera rilassata e piacevole.

Per quanto riguarda il menu, tutta la cucina del locale è incentrata sui sapori delicati e poco aggressivi, tipici della tradizione nipponica. Da provare l'antipasto misto che comprende vari assaggi di prelibatezze locali; tutti i piatti sono inoltre accompagnati da una gustosa zuppa calda di soia. Da non perdere i classici sushi e sashimi, piatti tradizionali a base di pesce crudo (dal salmone ai gamberi) serviti con involtini di riso e alghe e accompagnati da alcune salse tra cui l'immancabile wasabi. Il menù comprende però anche piatti cotti, tra cui si segnalano i gamberi fritti. Il tutto può essere accompagnato da dell’ottimo tè giapponese, servito in teiera e ciotoline nel migliore stile zen o da una selezione di vini (questa volta italiani).

Una particolarità: il locale non prevede l'uso di posate. I clienti devono immedesimarsi e cavarsela con le bacchette. Il personale è sempre disponibile e cortese, i prezzi piuttosto alti ma accettabili, considerando sia il costo medio della cucina giapponese in Italia, sia la location tutt'altro che banale del ristorante.
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Ristoranti
 
2012-05-24 08:44:42 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
6.5
Prezzo 
 
9.0
Opinione inserita da Locuste    24 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 03, 2005
Recensione
È un ristorante dell’alto Lago di Como (località Monti di Gottro), ospitato da un tipico “crotto” di montagna, e offre a prezzi più che modici una cucina tradizionale e genuina a base di polenta. Avete indovinato? Sbagliato: non è l’ormai celeberrimo Crotto da Gusto, bensì il Crotto Mirabel, che sorge a poche centinaia di metri dal “rivale”. Il confronto è inevitabile e va detto che il ristorante di Maria Caminada non fa nulla per eluderlo: i due locali si assomigliano oltre ogni immaginazione, il menu è esattamente identico senza la minima variazione, persino stoviglie e piatti di portata sono molto simili. Purtroppo per il Mirabel, il Crotto da Gusto resta una spanna sopra e può vantare in ogni aspetto (salvo forse il prezzo) quel quid che fa la differenza. Ma al di là dei paragoni, pur leciti, va riconosciuto il valore assoluto del ristorante, ideale per un assaggio più che soddisfacente dei veri sapori della montagna lariana.

Quasi superfluo dunque ricordare il menu, che si apre con i consueti salumi della casa: coppa, pancetta e salame di qualità accompagnati da sottaceti. Una semplice introduzione all’inizio delle danze, che si aprono con la celeberrima polenta conscia, qui leggermente più “asciutta” (si fa per dire, vista l’abbondanza di condimento) e più ricca di formaggio. Il palato è accontentato, lo stomaco forse no visto che la scarsa digeribilità, come sempre, è assicurata. Per aiutare a mandare giù il tutto può far comodo un bicchiere di vino della casa, ma su questo fronte non c’è da aspettarsi nulla di eccezionale.

Neppure il tempo di respirare e si passa alla seconda portata: sempre polenta accompagnata da ottima cacciagione, nella fattispecie cinghiale con verdure (la zona è ricchissima dal punto di vista faunistico), e dal classico brasato. I formaggi locali – soprattutto le tome – preparano degnamente al finale che prevede crostata fatta in casa, caffè e grappa di pera. Prezzo assolutamente competitivo: appena 20 € per il menu completo (più 2 per i liquori). Terminato il pasto si consiglia una passeggiata digestiva che consentirà anche di ammirare lo splendido panorama sul Lago di Lugano.
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Ristoranti
 
2012-05-23 21:02:56 Locuste
Voto medio 
 
6.8
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
3.5
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Febbraio 16, 2008
Recensione
La vita non è facile in Lombardia per chi ama la cucina a base di pesce. Un punto fermo, però, è da sempre rappresentato dal fornitissimo mercato di Milano (zona Porta Vittoria) che rifornisce gran parte dei ristoranti della regione. E la posizione privilegiata - proprio di fronte al mercato - consente all'omonimo ristorante di offrire ai suoi clienti pesce fresco e di qualità: due caratteristiche non certo comuni nella zona. Il menu varia giorno per giorno, a seconda della disponibilità, ma la scelta è sempre ampia e variegata. Unico neo, la visita non è certo indolore per il portafogli: da preventivare una spesa superiore ai 40 €.

Come detto l'offerta del ristorante dipende dal pescato del giorno, ma non mancano piatti ricorrenti e specialità della casa. Il menu degustazione (32 €, bevande e coperto esclusi) consente di gustarne alcune, a cominciare dagli antipasti: salmone marinato, alici, piovra, moscardini in umido, zuppa di cozze e gamberetti con cannellini. Tra i primi discreto il risotto alla marinara, ottimi invece gli spaghetti del pescatore. Uscendo dal menu, sono diversi i piatti interessanti: spaghetti alla tarantina (cozze e pomodoro), ottimi e abbondanti, taglierini dei mercati (gamberi e funghi) e le linguine all'astice.

Tra i secondi è d'obbligo la grigliata mista: scampi, pesce spada, orata e branzino ingredienti fissi. Più scarno il fritto misto a base di calamari e gamberoni. Da segnalare anche altre preparazioni come l'orata all'acqua pazza, il branzino di Tatti (con funghi, patate e pomodori) e l'orata alla siciliana. Piatto principe del locale è comunque l'oceanica zuppa di pesce, servita per un minimo di due persone, che garantisce almeno un paio d'ore di "pesca" fruttuosa: oltre al pesce di giornata, abbondano calamari, gamberoni e frutti di mare, dalle vongole ai cannolicchi. Si chiude il pasto con un gustoso sorbetto al mandarino seguito da caffé e digestivo.
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Ristoranti
 
2012-05-23 20:59:54 Locuste
Voto medio 
 
6.6
Qualità 
 
5.5
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
7.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 20, 2007
Recensione
Difficile, per il turista non VIP ed escluso dalla top 100 nelle classifiche dei redditi, non provare un lieve senso di spaesamento nel visitare la Costa Azzurra, tempio del futile e del godereccio alla massima potenza; sensazione solo in parte mitigata dagli scorci ancora silenziosi e affascinanti della città vecchia di Menton. Quest’imbarazzo si fa sentire anche sul piano gastronomico: i locali interessanti sono fuori portata per le tasche, gli altri sono smaccatamente turistici e senza alcuna pretesa culinaria. Alla fine si opta per una delle tante proposte a menu fisso, quella del Calypso, che può vantare un aspetto più che dignitoso e un servizio accurato, ma soddisfa solo a tratti per quanto riguarda la qualità.

Due sono le liste di piatti tra cui scegliere, alle quali va aggiunto il prezzo delle bevande: il conto finale può quindi variare dai 25 ai 35 euro (decisamente più alti i prezzi alla carta). Tra gli antipasti viene spontaneo optare per le classiche cozze alla marinara (moules marinières) che però in occasione della nostra visita sono risultate piuttosto deludenti e non particolarmente saporite, anche se servite in porzione generosa. Da evitare anche il prosciutto (jambon cru), meglio a questo punto optare per la classica salade niçoise. Buona invece la cantina, fornita anche di bottiglie poco costose e interessanti per chi apprezza i vini francesi: segnaliamo il Côtes de Provence, sia bianco sia rosso, dell’etichetta Prestige des Chevaliers.

Abbastanza varia la scelta dei secondi di mare e di terra: non esaltanti i calamari (calamares à la romaine), buono l’arrosto (roti de boeuf) mentre è penalizzato dal sapore troppo “selvatico” l’agnello (gigot d’agneau), pur accompagnato da generosi contorni di quiches e patatine fritte. Una menzione speciale, questa volta positiva, la merita invece la torta all’arancio della casa (tarte à l’orange), di ottima fattura. Tra i dolci c’è anche la tradizionale mousse au chocolat, discreta ma alquanto pesante da digerire. In definitiva una proposta non certo memorabile ma comunque più onesta di altre.
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Ristoranti
 
2012-05-23 20:57:52 Locuste
Voto medio 
 
6.9
Qualità 
 
7.0
Quantità 
 
7.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
6.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 2014
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Recensione

Data di visita
Marzo 07, 2014
Recensione
Non siamo al livello dell’invasione gastronomica dalla Cina, ma anche la ristorazione messicana in Italia è vicina al punto di saturazione: i locali “esotici” sorgono a ogni angolo di strada, ma garanzie sulla genuinità del menu e sulla sua aderenza alle ricette originali, a meno di essere stati personalmente in Messico, non ce ne sono. Per fortuna esiste qualche luminosa eccezione come i locali di Giovanni Guagliardi, che dopo tre anni sul confine messicano degli States è tornato in Italia per aprire, oltre alla Cueva Maya, anche il vicino "Otra Vez" e il "Fonda Maya". Il locale principale, aperto dal 1995, offre a prezzi non bassi ma ragionevoli una cucina “tex-mex” molto convincente. Il tutto in due piccole sale dal caratteristico stile texano con ingresso a saloon, ventilatori sul soffitto e colonna sonora latineggiante.

Gli apprezzati cocktail del barman fungono anche da bevande a tutto pasto servite in apposite caraffe: si può così gustare un margarita, una caipirinha o una piña colada, ma non mancano i vini italiani e, per chi preferisce qualcosa di più leggero, la fresca sangria. Innumerevoli gli antipasti, tra i quali consigliamo di optare per la degustacion che offre un compendio delle proposte del menu: anelli di cipolla fritti, pomodori, pannocchie, quesada (tortilla al formaggio), chili con carne, il tutto accompagnato da saporite salse come la celebre guacamole o la ranchera. Una volta stuzzicato l’appetito si passa ai piatti principali: quasi tutti hanno come base le tortillas, di volta in volta farcite con vari ingredienti oppure servite come accompagnamento per piatti di carne e pesce.

Abbiamo così le enchiladas, ripiene di carne di manzo o pollo; le fajitas, carne in padella con peperoni e cipolla e una salsa a base di tequila e spezie; i tacos, con carne lessata e tortilla di mais. Tutti i piatti hanno un robusto contorno di patate, insalate e salse varie, a esaltare la caratteristica principale della cucina messicana: la possibilità di mescolare tutto (o quasi) senza rovinare i sapori. Eccellente, in particolare, l’asado: un robusto controfiletto accompagnato da enchilada di pollo e patata alla brace. Per concludere il pasto non mancano i dessert, ma ci sentiamo di consigliare soprattutto i liquori (tequila e mezcal) e gli “shot” come la cucaracha.
Il ristorante offre anche servizio di take away su prenotazione.
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