Opinione scritta da Locuste
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Ristoranti
2012-05-21 14:47:45
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Giugno 30, 2007
Recensione
La parte difficile, nel visitare il ristorante "La Frasca", è arrivarci. La trafficatissima autostrada A4 è un ostacolo talvolta insormontabile, e può trasformare un percorso di poche decine di chilometri in un vero calvario. Tuttavia, grazie anche all'aiuto degli amici della Cumpa del Chinotto, al secondo tentativo siamo finalmente riusciti ad arrivare a destinazione.
Per ripagare gli gli sfiniti viaggiatori dalle fatiche dell'autostrada, comunque, è più sufficiente quello che passa il convento. Espressione quantomai azzeccata in questo caso: il ristorante, infatti, sorge all'interno dell'antico Convento Agostiniano, risalente al XIV secolo ma splendidamente ristrutturato e adattato.
Si mangia, dunque, in una cornice davvero suggestiva, in particolare d'estate quando i tavoli sono affacciati sul chiostro, riparati dalla calura. E l'incantevole ambientazione, insieme alla velocità del servizio (dovuta soprattutto alla necessità di smaltire l'ingente mole di visitatori), fa dimenticare qualche pecca a livello di assortimento e presentazione dei piatti. Si mangiano cibi rustici ma di ottima qualità, accompagnati dai vini prodotti dall'adiacente azienda agricola: noi abbiamo gustato un Valcalepio del 2003 robusto e decisamente saporito, ma tra le possibili scelte ci sono anche Merlot e Cabernet, che si possono acquistare direttamente alla cassa. Completano il quadro, tanto per gradire, porzioni piuttosto abbondanti e prezzi contenuti.
Il menu è pressochè fisso: si parte con antipasti tradizionali, dai gustosi salumi (coppa, pancetta, salame) fino a tartine di polenta e taleggio, carciofini e cipolline sott'olio e nervetti. Il successivo tris di primi, ispirato alla tradizione bergamasca, comprende i superlativi casoncelli alla bergamasca e le tagliatelle alla campagnola (panna e funghi); meno significative le lasagne. A richiesta compaiono anche le pappardelle al sugo di lepre. Si prosegue poi con l'invasione di carni varie che costituisce il secondo piatto: da consigliare lo stinco al forno e la costata di puledro, come anche quella di manzo. Altrimenti si può optare per la grigliata mista di maiale (bistecche, spiedini e salamelle); il tutto accompagnato dalle immancabili patatine fritte, ma anche dalla polenta pasticciata con pancetta e spinaci. Vasto assortimento di dolci tra cui pasta di mandorle, tiramisù, meringata e sorbetto, che, seguiti da caffé e amaro, chiudono un pasto rinfrancante.
Per ripagare gli gli sfiniti viaggiatori dalle fatiche dell'autostrada, comunque, è più sufficiente quello che passa il convento. Espressione quantomai azzeccata in questo caso: il ristorante, infatti, sorge all'interno dell'antico Convento Agostiniano, risalente al XIV secolo ma splendidamente ristrutturato e adattato.
Si mangia, dunque, in una cornice davvero suggestiva, in particolare d'estate quando i tavoli sono affacciati sul chiostro, riparati dalla calura. E l'incantevole ambientazione, insieme alla velocità del servizio (dovuta soprattutto alla necessità di smaltire l'ingente mole di visitatori), fa dimenticare qualche pecca a livello di assortimento e presentazione dei piatti. Si mangiano cibi rustici ma di ottima qualità, accompagnati dai vini prodotti dall'adiacente azienda agricola: noi abbiamo gustato un Valcalepio del 2003 robusto e decisamente saporito, ma tra le possibili scelte ci sono anche Merlot e Cabernet, che si possono acquistare direttamente alla cassa. Completano il quadro, tanto per gradire, porzioni piuttosto abbondanti e prezzi contenuti.
Il menu è pressochè fisso: si parte con antipasti tradizionali, dai gustosi salumi (coppa, pancetta, salame) fino a tartine di polenta e taleggio, carciofini e cipolline sott'olio e nervetti. Il successivo tris di primi, ispirato alla tradizione bergamasca, comprende i superlativi casoncelli alla bergamasca e le tagliatelle alla campagnola (panna e funghi); meno significative le lasagne. A richiesta compaiono anche le pappardelle al sugo di lepre. Si prosegue poi con l'invasione di carni varie che costituisce il secondo piatto: da consigliare lo stinco al forno e la costata di puledro, come anche quella di manzo. Altrimenti si può optare per la grigliata mista di maiale (bistecche, spiedini e salamelle); il tutto accompagnato dalle immancabili patatine fritte, ma anche dalla polenta pasticciata con pancetta e spinaci. Vasto assortimento di dolci tra cui pasta di mandorle, tiramisù, meringata e sorbetto, che, seguiti da caffé e amaro, chiudono un pasto rinfrancante.
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00
Ristoranti
2012-05-21 14:44:13
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Gennaio 28, 2005
Recensione
Ben nascosta tra le nebbie delle colline novaresi e impossibile da raggiungere per caso, l'azienda di Cinzia e Piero Guidetti è uno dei (per fortuna) numerosi esempi di matrimonio perfettamente riuscito tra agricoltura e gastronomia. Aperto come ristorante soltanto tre giorni alla settimana, l'agriturismo riesce comunque ad attirare una vasta e affamata clientela grazie a ingredienti di base come i prezzi bassi, al servizio informale, e soprattutto al ricorso a prodotti genuini e tipici del territorio. Piatto forte la carne bovina: l'azienda è infatti l'unica nel novarese ad allevare mucche di razza piemontese.
Tra i fattori di successo non va dimenticato l'ambiente: la "Vecchia fornace" del nome è stata trasformata nel 1994 in un locale di pietra e mattoni, interamente arredato in legno, decisamente accogliente e confortevole. Così come il prezzo (20 € a persona vini esclusi), il menu è fisso: si comincia con una serie di antipasti di ottima fattura, tra cui spiccano i crostini al lardo aromatizzato, il bianco di tacchinella in bagna freida, il tortino di spinaci al gorgonzola. Senza dimenticare melanzane sott'olio e salumi vari.
Come primo piatto si può scegliere fra quattro proposte: da provare assolutamente la paniscia, il classico risotto piemontese al vino con verdure, e non deludono neppure i garganelli al ragù di agnello. In alternativa i tagliolini della casa con radicchio e gorgonzola, o con crema di porcini e tartufo. Tra i secondi si consigliano il brasato e la polenta al gorgonzola, meno efficaci invece il carpaccio con grana e l'agnello al forno con patate. Dolci di qualità: bounnet, panna cotta e dolce della Fornace (crème caramel con salsa di amaretti). I vini sono tutti di produzione locale: il Nebbiolo servito in bottiglia si fa decisamente preferire rispetto al Barbera sfuso.
Tra i fattori di successo non va dimenticato l'ambiente: la "Vecchia fornace" del nome è stata trasformata nel 1994 in un locale di pietra e mattoni, interamente arredato in legno, decisamente accogliente e confortevole. Così come il prezzo (20 € a persona vini esclusi), il menu è fisso: si comincia con una serie di antipasti di ottima fattura, tra cui spiccano i crostini al lardo aromatizzato, il bianco di tacchinella in bagna freida, il tortino di spinaci al gorgonzola. Senza dimenticare melanzane sott'olio e salumi vari.
Come primo piatto si può scegliere fra quattro proposte: da provare assolutamente la paniscia, il classico risotto piemontese al vino con verdure, e non deludono neppure i garganelli al ragù di agnello. In alternativa i tagliolini della casa con radicchio e gorgonzola, o con crema di porcini e tartufo. Tra i secondi si consigliano il brasato e la polenta al gorgonzola, meno efficaci invece il carpaccio con grana e l'agnello al forno con patate. Dolci di qualità: bounnet, panna cotta e dolce della Fornace (crème caramel con salsa di amaretti). I vini sono tutti di produzione locale: il Nebbiolo servito in bottiglia si fa decisamente preferire rispetto al Barbera sfuso.
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11
Ristoranti
2012-05-21 14:42:26
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
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Recensione
Data di visita
Aprile 22, 2005
Recensione
Questo ristorantino situato in pieno centro di Forlì ha cambiato recentemente gestione, ma è già riuscito a conquistarsi una fedele e affezionata clientela. Le tre salette del locale, che si trova in un seminterrato raggiungibile con due rampe di scale, si caratterizzano per un ambiente raccolto e piacevole: volte a botte in mattoni a vista, luci soffuse, musica di sottofondo poco invadente. Completano il quadro tavoli di legno scuro in stile medioevale con grandi sedie squadrate. Ma alla cura dell'arredamento si unisce, per fortuna, una cucina di alta qualità rispettosa della tradizione romagnola.
Cominciamo col dire, violando per una volta le nostre regole, che nel ristorante forlivese ci siamo limitati a degustare solo un antipasto. "Solo" è un modo di dire: il contenuto dei piatti poteva tranquillamente bastare per un pasto completo. Fra tutto il ben di dio portato in tavola segnaliamo l'insalata mista con caprino e aceto di Modena, i crostoni al lardo e alle patate, il tortino di patate con salsa di asparagi. Particolarmente delicati e saporiti gli champignon con crema di funghi porcini in letto di crudo di Parma.
E' inutile dire che il menu prosegue con altre portate: primi a base di pasta fatta in casa e secondi di carne (fiorentina, tagliata di manzo..). Questi ultimi consigliati per lo stomaco, meno per il portafoglio, visto che fanno lievitare considerevolmente il prezzo finale. Vini più che soddisfacenti: il Sangiovese si sposa alla perfezione con i piatti offerti. Assolutamente da provare, tra i dessert, l'artigianale budino di ricotta e mandorle, seguito inevitabilmente dai molti liquori della casa: vin santo, arancino e limoncello, serviti in particolari ampolle di vetro.
Cominciamo col dire, violando per una volta le nostre regole, che nel ristorante forlivese ci siamo limitati a degustare solo un antipasto. "Solo" è un modo di dire: il contenuto dei piatti poteva tranquillamente bastare per un pasto completo. Fra tutto il ben di dio portato in tavola segnaliamo l'insalata mista con caprino e aceto di Modena, i crostoni al lardo e alle patate, il tortino di patate con salsa di asparagi. Particolarmente delicati e saporiti gli champignon con crema di funghi porcini in letto di crudo di Parma.
E' inutile dire che il menu prosegue con altre portate: primi a base di pasta fatta in casa e secondi di carne (fiorentina, tagliata di manzo..). Questi ultimi consigliati per lo stomaco, meno per il portafoglio, visto che fanno lievitare considerevolmente il prezzo finale. Vini più che soddisfacenti: il Sangiovese si sposa alla perfezione con i piatti offerti. Assolutamente da provare, tra i dessert, l'artigianale budino di ricotta e mandorle, seguito inevitabilmente dai molti liquori della casa: vin santo, arancino e limoncello, serviti in particolari ampolle di vetro.
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Negozi
2012-05-21 13:39:06
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
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Recensione
Data di visita
Giugno 18, 2010
Recensione
Vini di produzione propria tipici del Canton Ticino (Merlot su tutti) ma anche prodotti d'importazione di ottima qualità.
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Negozi
2012-05-21 13:37:49
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
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Recensione
Data di visita
Marzo 24, 2012
Recensione
Questo salumificio sanmarinese è famoso soprattutto per l'omonimo prosciutto cotto lavorato con un metodo speciale, che dura 31 giorni contro i 7 tradizionali.
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Negozi
2012-05-21 13:34:26
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
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Recensione
Data di visita
Marzo 16, 2006
Recensione
Catena di panetterie della Galizia che offrono una serie di prodotti tipici dal pane ai dolci.
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Negozi
2012-05-21 13:32:56
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Ottobre 22, 2010
Recensione
Prelibate carni di animali allevati con metodi biologici, da cui si ricavano tra l'altro coppa, salsicce, salami e paté.
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Negozi
2012-05-21 13:24:26
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Agosto 28, 2005
Recensione
Proprio sulla strada da Santa Teresa a Castelsardo questa bottega propone formaggi e carni di produzione propria.
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Negozi
2012-05-21 13:22:09
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Aprile 09, 2010
Recensione
Piccola azienda agricola famosa per la produzione del "Muscadellu", un moscato dal particolare gusto fresco e acidulo.
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Negozi
2012-05-21 12:58:14
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 21 Mag, 2012
#1 recensione -
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Recensione
Data di visita
Ottobre 22, 2010
Recensione
Oltre agli ottimi oli in bottiglia, quest'azienda agricola produce anche verdure di ogni tipo, salse e sughi.
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