Opinione scritta da Locuste

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Sagre
 
2012-05-23 20:11:11 Locuste
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Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 19, 2008
Recensione
Alcuni piatti:
Carne salata con fagioli e pasta al sugo, zuppa di orzo e cotechino con fagioli
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Ristoranti
 
2012-05-23 20:09:11 Locuste
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Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 26, 2007
Recensione
ATTENZIONE: dopo la nostra visita il ristorante ha cambiato gestione. Menu e caratteristiche del locale potrebbero essere mutate.

In occasione della nostra prima visita, come qualcuno ricorderà, eravamo rimasti molto delusi dal "Mangiafuoco". Il locale puntava a colmare una lacuna importante nella zona ponendo al centro della sua offerta culinaria la carne alla griglia, cucinata semplicemente e senza fronzoli, ma alla prova dei fatti cadeva drasticamente proprio sulla qualità della grigliata, del tutto insufficiente sia per la scelta dei tagli di carne, sia per la cattiva cottura.
Nel giro di un anno, però, molto è cambiato: diversa la gestione, più cortese il servizio, e soprattutto finalmente soddisfacente la qualità delle grigliate.

In un'atmosfera accogliente nonostante l'arredamento "particolare", che inizialmente può lasciare perplessi, il ristorante propone una buona varietà di piatti equamente divisi tra carne e pesce. Abbondanti e variegati, anche se piuttosto costosi, gli antipasti: dai classici taglieri di formaggi e salumi (ottimo in particolare il crudo) e dalle cozze alla marinara fino alle specialità più elaborate come il tris carpacciato, i polipetti all'ischitana o addirittura i roboanti gamberi giganti al Cointreau. Per andare sul sicuro si può scegliere il giro di terra o il giro di mare che raccoglie assaggi di tutti gli antipasti.

Tra i primi, sia di terra sia di mare, spiccano alcune proposte a base di pasta fresca come i pansotti melanzane e scamorza o la calamarata ai gamberi. Ma il vero piatto forte della casa sono le grigliate: quella di carne comprende costine, spiedine, salsicce e bistecche, mentre in quella di pesce (grigliata del pirata) troviamo fra l'altro calamari, seppie, pesce spada. Il prezzo delle proposte base si aggira sui 15-18 euro, poi a salire ci sono i piatti più elaborati, che comprendono anche specialità come fiorentina e crostacei. La cantina è piuttosto ben fornita, con vini di buon pregio tra cui si segnalano il Gavi e il Morellino di Scansano.
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Ristoranti
 
2012-05-23 20:06:37 Locuste
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6.5
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8.0
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5.0
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6.0
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7.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Settembre 10, 2004
Recensione
"Al Mangiafuoco ci si viene per mangiare". Più che una promessa è un avvertimento lanciato dal gestore Fabrizio Bianucci ai suoi numerosissimi clienti, ai quali viene pressantemente chiesto di non turbare con eccessivi rumori e schiamazzi la quiete della cena. Ovviamente non possiamo che essere in totale accordo: soprattutto se, come in questo caso, le qualità del ristorante sono tali da non lasciare spazio alle chiacchiere.

Il più importante motivo di vanto del locale è, come dice il nome, la brace su cui vengono preparati i piatti principali del menu: brace di pietra lavica dell'isola di Stromboli, per la precisione. Su di essa viene preparato ogni taglio di carne: dalla fiorentina alla groppona (antico taglio medievale toscano), dallo stinco al controfiletto fiesolano. E a completare il quadro delle carni non manca la tagliata in varie versioni: ottima quella alla crema di Chianti. Non ci sono primi, assenza compensata dai molti antipasti: salumi tipici toscani, finocchiona, crostini caldi e bruschette.

Il resto è di contorno al piatto forte, ma non si possono non citare le immancabili patatine fritte servite a volontà e, in chiusura, il limoncello della casa. La cantina non è fornitissima ma poco importa: è d'obbligo infatti accompagnare il pasto con il vino Rosso Mangiafuoco, prodotto appositamente per il locale e sufficientemente impegnativo per sostenere tutto il menu. Tutto perfetto, allora? Non proprio: ciò che colpisce negativamente, soprattutto in presenza di grandi gruppi, è la ristrettezza delle porzioni. E in casi come questi anche la scarsa quantità può diventare un handicap pesante.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:56:49 Locuste
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6.8
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9.0
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5.5
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5.5
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 27, 2008
Recensione
Risalendo le tortuose stradine del lecchese, con i monti che si stagliano all'orizzonte, si fa in fretta a scordarsi di avere alle spalle il Lago di Como sulla sua sponda più "manzoniana". A ricordarlo, per fortuna, c'è la cucina tradizionale del locale di Gabriele e Giuliana Lanfranconi, abilmente incentrata sul pesce fresco e sugli altri prodotti del Lario. Il piccolo locale, simpaticamente arredato nel segno della nostalgia per le vecchie rivendite di tabacchi, non è forse indicato alle coppiette in cerca di panorami romantici né tantomeno alle comitive affamate, per via delle porzioni contenute (a volte troppo) e dei prezzi medio-alti. Vi possono invece sostare con fiducia gli appassionati della cucina di qualità, che apprezzeranno i legami con la tradizione e anche qualche interessante tocco personale dello chef.

Nella stagione estiva il ristorante propone un menu leggero ma ricco di sapori forti, a cominciare dall'eccellente antipasto di lago con il lavarello (affumicato e in carpione) assoluto protagonista. Altre possibilità sono il melone con culatello e gli interessanti gamberoni al pompelmo rosa. Molto curata la presentazione dei primi: i più caratteristici sono i tagliolini ai misultin - i celebri "pescetti" di lago essiccati - ma non sono certamente da meno le lasagne con zucchine e quartirolo della Valsassina. Interessanti anche i ravioli di magro con pesto leggero, mentre in inverno si possono trovare anche polenta e fonduta.

Per quanto riguarda i secondi si può proseguire nel solco della cucina di lago con gli ottimi filetti di lavarello alle verdure, oppure virare sulla carne con le saporite costolette di agnello e la tagliata di manzo. Quando possibile il menu (enunciato a voce) propone anche alcuni piatti a base di cacciagione. Tra i dolci assolutamente da provare l'ottima panna cotta alle albicocche fatta in casa. Corposa la lista dei vini che presenta anche qualche discreta etichetta locale, come il bianco Solesta dell'azienda agricola La Costa.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:54:02 Locuste
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7.3
Qualità 
 
6.0
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8.5
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6.0
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8.5
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 29, 2010
Recensione
Chi dalle coste della California arrivasse improvvisamente a Mammoth Lakes, rinomata stazione sciistica ma anche tappa praticamente obbligata sul cammino che dal parco dello Yosemite porta a Las Vegas, non potrebbe che rimanere spiazzato dall'improvviso e radicale mutamento ambientale. Non parliamo soltanto del paesaggio e del clima, ma anche della tempra degli indigeni, appena più amichevoli degli orsi che infestano la zona; per averne una riprova basta varcare la soglia dell'Angel's Restaurant dopo le 21 e cercare di ottenere del cibo... Anche i piatti del menu, rigorosamente a base di carne, possono vantare lo stesso carattere ruvido e "scorbutico" degli abitanti, compensato peraltro dalle porzioni particolarmente abbondanti e dai prezzi contenuti.

Secondo la leggenda il locale fu fondato da Henry Angel, cercatore d'oro e tuttofare giunto da queste parti a metà Ottocento in cerca di fortuna. Riaperto nel 1984, il ristorante cerca di ricreare l'atmosfera con foto in bianco e nero, arredamento d'epoca e soprattutto piatti a dir poco corposi: il non plus ultra sono le mammoth beef ribs, un nome che riflette non soltanto l'origine, ma anche le dimensioni delle costine. Anche gli appetizers, qui, sono tali solo per modo di dire: ordinando le pig wings (letteralmente "ali di maiale") ci si vede recapitare 4 imponenti costine affogate nella salsa barbecue. Altra specialità della casa il beef brisket, un taglio di carne tipicamente americano (è in pratica la parte inferiore del collo bovino).

Semplice ma essenziale il corn on the cob, la classica pannocchia da sgranocchiare, mentre incuriosisce il bison burger, ovviamente con carne di bisonte. Vari e sempre molto "importanti" i contorni, a cominciare da mashed potatoes & gravy (purea di patate con sugo di carne). Il menu, comunque, varia quotidianamente e di giorno in giorno può proporre piatti particolari come la chicken angelada, un sandwich al petto di pollo, e il bourbon glazed pork alla salsa di whisky, oppure imperdibili offerte "all you can eat". Tutte pietanze abbordabili anche se non propriamente raffinate. Merita invece un elogio senza riserve la lista delle birre: oltre 75 diverse etichette tra nazionali e d'importazione, di cui 5 in rotazione alla spina. Si segnala soprattutto l'autoctona Real McCoy Amber Ale prodotta dalla Mammoth Brewing Company.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:51:52 Locuste
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8.3
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
9.0
Servizio 
 
6.0
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9.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 25, 2003
Recensione
Attorno a quello che un tempo fu uno dei più importanti castelli della zona rimane un paesino arroccato su un monte, raggiungibile solo attraverso strade tortuose e insidiosi tornanti. Proprio lungo la via principale sorge questo ristorantino a gestione familiare, molto gradito dagli abitanti del luogo anche come pizzeria (l'unica pecca del locale, se così si può chiamare, è in effetti l'eccessiva frequentazione, che rende il servizio più lento).

La cucina è tipicamente ascolana, a cominciare dall'abbondantissimo antipasto: verdure sott'aceto, ottimi affettati del luogo, polenta con tartufi e fagioli, oltre alle immancabili olive all'ascolana. Tra i primi da segnalare le mezze maniche alla pecorara (salsiccia e pecorino) e le ceppe, pasta fatta in casa dalla tipica forma affusolata, qui preparate con i funghi porcini. Il ristorante si fa valere poi anche nei secondi: da assaggiare (si fa per dire, vista l'abbondanza delle porzioni) il fritto ascolano con carne, verdure e i tipici cremini, ma anche la grigliata mista a base di agnello. Da non perdere gli arrosticini, i famosi spiedini marchigiani.

Non mancano piatti speciali, da ordinare in anticipo: fra questi la zuppa inglese, il timballo (servito nei giorni di festa) e soprattutto il baccalà del venerdì. Una menzione va anche al vino: la presenza dell'ottimo rosso piceno superiore compensa una scelta non particolarmente ampia. Atmosfera piacevolmente rustica, prezzi contenuti e notevole esuberanza delle porzioni servite fanno di questo locale un punto fermo per ogni locusta che si rispetti. Unica avvertenza: prenotare in anticipo.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:49:46 Locuste
Voto medio 
 
7.8
Qualità 
 
8.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Marzo 30, 2009
Recensione
Situato nel centro città di Terni, questo locale ha tutte le caratteristiche e qualità delle osterie di un tempo: ambiente raccolto e informale, ottima accoglienza da parte del personale, cibi semplici ma allo stesso tempo sani e molto gustosi. Nata dall’idea di Renzo Franceschini, l’Oste con la O maiuscola, l'osteria è una valida proposta per chi vuole variare rispetto ai ristoranti tradizionali.

Dopo essersi riscaldati “palleggiando” (come ama dire Renzo) con degli affettati locali e delle tartine assortite accompagnate da un buon bicchiere di vino (preferibilmente un bianco frizzante) si passa alle portate principali. Come primi, accanto a piatti sempre disponibili come la purea di fave con gamberetti, il riso Venere al castelmagno, le tradizionali zuppe di legumi, si possono scegliere altri primi piatti del giorno naturali e saporiti, secondo la filosofia del locale che privilegia gli ingredienti freschi e di stagione.
Passando ai secondi, la fanno da padroni lo stinco di cinghiale o di maialino e l’anatra arrosto e - cambiando genere - gli affettati di pesce affumicato; anche in questo caso sono sempre presenti dei piatti fuori menù. Per concludere il pasto si possono gustare delle ottime selezioni di formaggi e/o dolci molto gustosi, quali la ricotta con i pinoli, il cioccolato in pezzi (bianco, fondente o gianduia), i canestrelli con la crema e, a volte, delle proposte del giorno.

Una menzione particolare meritano i vini, vera specialità della casa: l’esperienza di Renzo in questo campo e la vastissima disponibilità (dovuta anche ai rifornimenti da parte del magazzino Vini&Capricci di Terni, anch’esso gestito dall’Oste durante il giorno) fanno sì che per ogni piatto si trovi l’accompagnamento migliore, aggiungendo altro gusto al piacere del cibo.
Per chiudere in bellezza, si possono degustare distillati e liquori dal sapore molto particolare.
Si segnala, infine, che periodicamente viene stampato il Gazzettino dell’Osteria, con il quale ci si può dilettare tra un bicchiere e l’altro. Data la limitata disponibilità di posti, si consiglia di prenotare con un discreto anticipo, anche se l’Oste farà comunque di tutto per accogliervi!
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:47:36 Locuste
Voto medio 
 
6.3
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
3.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 18, 2008
Recensione
Quando ci si trova a visitare Malaga durante la celeberrima Feria, debordante festa cittadina, bisogna camminare con i piedi di piombo. In tutti i sensi.
Nei giorni dell'evento - in genere a cavallo di Ferragosto - il centro pedonale è invaso da migliaia di persone che, tra una pittoresca esibizione canora e qualche passo di flamenco, si dedicano prevalentemente a bere litri su litri di tinto de verano (un cocktail di vino rosso e limonata). Se si arriva in città al tramonto, quando la festa si trasferisce nell'enorme luna park della zona fieristica, si troveranno soltanto i resti, non sempre piacevoli alla vista e all'olfatto, di questo gigantesco baccanale. Tuttavia lo spettacolo merita di essere visto almeno una volta e può essere l'occasione per assaggiare qualche specialità malagueña.

Anche i ristoranti risentono, perlopiù negativamente, del clima della festa: alcuni dei locali più interessanti e genuini sono chiusi nei giorni della Feria, mentre gli altri approfittano dell'occasione per far lievitare i prezzi a scapito della qualità. Non è il caso comunque del Rescoldo che, a dispetto di questa premessa poco invitante, offre al visitatore un livello culinario mediamente più che buono e può essere un ottimo modo per iniziare a conoscere i must della gastronomia spagnola, con qualche incursione nella cucina creativa. Certo, i prezzi sono decisamente alti, dai 15 ai 20 euro a piatto, fuori standard per la media della ristorazione locale.

Tra le pietanze disponibili nell'ampio e variegato menu da segnalare senz'altro l'ottimo rabo de toro: coda di toro in umido con saporito condimento di pomodori, verdure e patate arrosto. Una prelibatezza. Meno tipica della zona, ma sempre di ottimo livello, la classica paella de mariscos (frutti di mare), ideale per due o più persone. Altro piatto che non manca mai in nessun menu andaluso che si rispetti è il secreto iberico, un taglio particolare di carne: si tratta della parte posteriore della spalla del maiale, che può vantare un grasso particolarmente morbido e gustoso. La cantina offre un buon accompagnamento di vini - con ricarichi però piuttosto consistenti - e un'eccellente sangria a 18 euro la caraffa.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:44:56 Locuste
Voto medio 
 
7.0
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
5.0
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Febbraio 01, 2005
Recensione
Situato appena fuori da Casteggio, nell’Oltrepo’ Pavese, questo ristorante dall’ambiente piacevole e riservato permette di gustare i piatti tipici della zona. Il locale, aperto nel 1989 e interamente ristrutturato due anni fa, è ampio e moderno, ma circondato dalla campagna: all'esterno fanno bella mostra di sé le pregiate viti dell'Oltrepò, degna anticipazione dei vini che allieteranno il pasto (la regina dei quali è ovviamente la classica Bonarda).

Il menu, consigliato direttamente dal personale, varia a seconda della stagione e dell'ispirazione dello chef e proprietario Piero D'Oriano. Si inizia con una serie di antipasti di terra (affettati misti, verdure grigliate, polpette di patate) per proseguire con i primi. Vera specialità della casa è il risotto, proposto in mille varianti: al nero di seppia, ai funghi porcini, al pepe rosa, ai carciofi e gamberi, alle castagne, alle erbette e i pinoli. Per chi invece volesse tentare un'escursione al di fuori del riso, sono consigliabili i malfatti ai funghi porcini e i ravioli al ragù.

I secondi, tanto di carne quanto di pesce, sono di ottima qualità. Tra i primi si fanno preferire tagliata al pepe verde e rucola, anatra all'arancia e entrecote di manzo; tra quelli di mare invece spiccano pesce persico gratinato e rombo al forno. In chiusura di pasto, oltre a un ottimo sorbetto al limone, si segnala il tiramisù. La carta dei vini prevede, oltre ai classici dell’Oltrepò, anche alcune bottiglie più ricercate, tra cui buoni barricati ad alta gradazione (14.5°). Il prezzo base è medio (30-33 €), ma può variare in maniera significativa a seconda della scelta dei vini.
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Ristoranti
 
2012-05-23 19:42:24 Locuste
Voto medio 
 
7.1
Qualità 
 
6.5
Quantità 
 
8.0
Servizio 
 
6.5
Prezzo 
 
7.5
Opinione inserita da Locuste    23 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Mag 12, 2005
Recensione
ATTENZIONE: dopo la nostra visita il ristorante ha cambiato sede. I recapiti sono aggiornati, ma menu e caratteristiche del locale potrebbero essere mutate.

Le regole, si sa, sono fatte per essere violate. E al Maggiolino la trasgressione è massima, perché si ignorano i precetti fondamentali del galateo e la clientela è non solo invitata, ma addirittura costretta a mangiare con le mani. Il "finger food", diventato a quanto pare una vera e propria moda negli ambienti più raffinati, si trasforma qui nel milanesissimo "sbrichenfu": un'ulteriore testimonianza dell'atmosfera goliardica che regna in questo locale. Tra tavolacci di legno, decorazioni kitsch alle pareti (tutte in vendita, persino la statua dei Blues Brothers) e musica latino americana, le posate sono insomma rigorosamente bandite.

Il visitatore viene subito accolto da una salvietta per le mani e da un tavolo traboccante di noccioline. I gusci? Vige l'obbligo di gettarli per terra o, al limite, sugli sfortunati compagni di tavolo. Il menu è monotematico: si servono solo cibi cotti sulla brace di legna e carbone, e in particolare carne cucinata alla brasiliana (il classico churrasco). Prima di iniziare, un ghiotto antipasto può essere offerto dalle bruschette (con lardo, tonno o semplicemente aglio e olio) e dai taglieri di salumi e formaggi; consigliamo tuttavia di concentrarsi sul piatto principale.

Le proposte del menu sono essenzialmente due: la grigliata mista, che comprende stinco di maiale, salsicce, spiedini di agnello e costine di maiale, queste ultime particolarmente appetitose, e il galletto alla sbrichenfu, anch'esso naturalmente cotto alla brace. Il tutto accompagnato da abbondantissime patatine fritte e pane tostato. Si beve, a volontà, la birra non pastorizzata della casa. Se c'è ancora spazio, si chiude con un dolce: d'obbligo, e non solo per il nome, la figassa, saporita torta strettamente imparentata con la sbrisolona. A fine pasto un distillato a scelta della casa (abbiamo assaggiato un discreto mezcal). Servizio veloce e informale, ambiente alla buona, prezzi contenuti: il locale ideale per una cena divertente e originale, a patto di non aspettarsi capolavori gastronomici.
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