Opinione scritta da Locuste

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Ristoranti
 
2012-05-25 13:12:31 Locuste
Voto medio 
 
7.5
Qualità 
 
6.0
Quantità 
 
10.0
Servizio 
 
6.0
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8.0
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Luglio 28, 2011
Recensione
La formula ha un sapore decisamente americano più che giapponese, ma ormai è quasi un must per i ristoranti di ispirazione orientale, perlomeno a Milano. Anche al Sumi, locale di recente apertura che ha preso il posto di un noto ristorante messicano nella zona di piazzale Accursio (segno dei tempi), si segue la moda dell'all you can eat: 20 euro di conto, bevande escluse, per poter ordinare - e mangiare - tutto ciò che si vuole, senza limitazioni se non quelle imposte dall'orario di chiusura. Questa trovata però non si accompagna, come purtroppo accade altrove, a scarsa qualità o trascuratezze nella presentazione. Il livello della cucina è quello medio dei ristoranti giapponesi in Italia (almeno di quelli gestiti da personale cinese) e l'atmosfera sobria e accogliente, controbilanciata peraltro da un servizio di stampo militaresco: attenti a come e quando ordinate!

Il menu è un compendio di tutto quanto abbiamo ormai imparato ad associare all'idea di Giappone, con qualche minima variazione sul tema. Il sushi la fa naturalmente da padrone, in tutte le sue varianti, e lo stesso si può dire per il sashimi con salmone, branzino e orata crudi a volontà. Ottima scelta è il chirashi, ciotola di riso con abbondante pesce crudo, salsa di soia e wasabi, mentre per stuzzicare l'appetito si possono assaggiare la tartare di salmone o le alghe. Diverse le varietà di maki presentate, dall'uramaki (con il riso all'esterno) al temaki (a forma di cono), fino all'horomaki (rotolini lunghi e stretti). Le più originali sono senza dubbio il biancomaki, ripieno di salmone e avocado, e il dragomaki, gamberi fritti con salmone e salsa tonkatsu, disposti in modo da formare la sagoma di un drago.

Sotto forma di tenpura si presentano tutta una serie di fritture, dai gamberi alle verdure, ma per chi proprio non ama il pesce non mancano zuppe varie, piatti di udon e soba con i condimenti più disparati, e persino pollo o manzo con riso. Tra le bevande ci sono ovviamente le principali birre giapponesi, dall'onnipresente Asahi alla più rara Kirin, oltre a una piccola selezione di vini (con alti ricarichi). Immancabile il sakè per chiudere il pasto. Sul sito ufficiale del ristorante è meritevolmente indicato il paese di origine di tutte le materie prime utilizzate: pochissime, per la cronaca, vengono dal Giappone. Infine, attenzione a non lasciare nulla nel piatto, altrimenti dovrete pagare le pietanze che non avete consumato... è difficile che accada, ma il principio ci piace.
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Sagre
 
2012-05-25 13:11:05 Locuste
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8.6
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
8.0
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 21, 2010
Recensione
Difficile pensare a una sagra più organizzata, con tanto di servizio al tavolo e tempi di attesa ridotti di fatto a zero. Trattamento eccezionale anche dal punto di vista dei prezzi: antipasti 2-3 euro, primi dai 4 ai 7, grigliata mista (molto abbondante) a 10 euro. Da provare assolutamente gli agnolotti d'asino e la polenta con stufato d'asino.

Alcuni piatti:
Nervetti, fagioli con cipolla, salame casalingo, agnolotti d'asino (foto), trippa, calamari fritti, polenta e stufato d'asino (foto), polenta e zola (foto), polenta e merluzzo, grigliata mista (foto), patatine fritte, formaggi, torte casalinghe (foto), vino rosso e bianco, birra, liquori
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Ristoranti
 
2012-05-25 13:08:04 Locuste
Voto medio 
 
7.8
Qualità 
 
9.0
Quantità 
 
7.0
Servizio 
 
7.5
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7.5
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Settembre 17, 2005
Recensione
La felice circostanza in cui abbiamo visitato il ristorante Stradivarius (il matrimonio della nostra collega Lucrezia) non ci ha impedito di apprezzare nel migliore dei modi la genuina cucina emiliana di questo locale semplice ma curato, e nel contempo la sua incantevole posizione all'interno di uno dei tanti edifici medioevali dello splendido borgo di Castell'Arquato. Se dunque sono da verificare le nostre valutazioni, soprattutto quelle su quantità e prezzo, non c'è invece dubbio sulla qualità gastronomica del menu.

Menu che si apre - e non potrebbe essere altrimenti, vista la zona - con il reparto salumeria. Il gioiello di questa regione è la culaccia, simile al culatello ma conservata con la cotenna; di fatto la parte più prelibata del celebre prosciutto. A fine estate e nella stagione autunnale il ristorante è rinomato anche per i funghi: noi abbiamo provato i porcini, prima come antipasto su un crostone di pane tostato e poi a condimento delle tagliatelle, per la verità non particolarmente convincenti. Tra i primi, decisamente da preferire le ottime trofie alla zucca, originali e delicate nel sapore.

Secondi ovviamente di carne, ma anche qui per nulla banali e preparati con attenzione agli accostamenti di sapori. Una prelibatezza la faraona, servita con aceto balsamico con carote; perfetta nel livello di cottura la coppa arrosto, morbida e gustosa. Meno significativi i dolci, tra cui la delizia di cioccolato. Un capitolo a parte per i vini: l'Ortrugo, piacevole bianco secco prodotto a Castell'Arquato, accompagna gli antipasti, mentre per il resto del menu è inevitabile l'abbinamento con il classico Gutturnio dei Colli Piacentini. Per il dopo cena il ristorante offre anche una saletta adibita a discoteca: non per niente siamo in Emilia!
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Sagre
 
2012-05-25 13:03:26 Locuste
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7.5
Qualità 
 
6.5
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8.0
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7.5
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Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 27, 2011
Recensione
Classica sagra di paese con tanto di balli di gruppo e cantanti simil-country. Lo strachin è in realtà il robusto gorgonzola prodotto nella zona: da provare con gli gnocchi o la polenta, il resto dei piatti non è memorabile. Prezzi abbordabili e servizio efficiente.

Alcuni piatti:
Gnocchetti al gorgonzola (foto) o al pomodoro, risotto con gorgonzola e pere, polenta e gorgonzola (foto), polenta e brasato, wurstel, braciola, salamino, patatine fritte, torta.
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Ristoranti
 
2012-05-25 12:57:03 Locuste
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6.3
Qualità 
 
8.0
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7.0
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Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Agosto 18, 2005
Recensione
È un curioso destino quello di Stintino, piccolo borgo di pescatori immutato e immutabile negli anni nonostante la sempre più consistente invasione dei turisti, che ogni anno si riversano sulle sue magnifiche spiagge (soprattutto "La Pelosa"). Le potenzialità del luogo sono immense ma malvolentieri sfruttate dagli abitanti, che fanno ben poco per migliorare la vita ai vacanzieri. Anche i ristoranti sono pochi e poco pubblicizzati benché la cucina, naturalmente a base di pesce, possa offrire numerose attrattive. Tra le luminose eccezioni spicca il locale di Antonio Denegri, che in un ambiente curato e raffinato presenta quasi impeccabilmente i suoi classici piatti di mare.

Purtroppo il giudizio sul ristorante è condizionato da prezzi piuttosto elevati - fatto peraltro non inusuale a Stintino - e dall'estrema lentezza del servizio, che può costringere a un'attesa di quasi due ore per gustare esclusivamente un antipasto e un secondo. Particolari non da poco che però non inficiano l'ottima qualità della cucina. Si inizia subito bene con gli antipasti: dal cocktail di gamberi al polpo marinato, dalle saporite cozze alle originali seppie con bottarga. I primi non presentano novità di rilievo: spaghetti alla pescatora, alle vongole (anche con bottarga) o al cartoccio, insomma un campionario ineccepibile delle tradizionali preparazioni a base di pesce.

E' nei secondi che il ristorante dà il suo meglio: il pescato del giorno, sempre fresco e abbondante, è senza dubbio la scelta migliore. Orata e spigola alla griglia non possono non attirare, e si presenta molto bene il branzino al sale. Non delude neppure la frittura mista, abbondante mix di calamari, gamberi e cozze. Piuttosto scarsa invece la scelta dei dolci. Di ottima qualità la carta dei vini, che presenta diverse bottiglie della cantina "Sella & Mosca" di Alghero: si consiglia l'Aliante, fresco, vivace e non eccessivamente costoso.
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Ristoranti
 
2012-05-25 12:55:32 Locuste
Voto medio 
 
7.8
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
7.0
Prezzo 
 
8.0
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 14, 2005
Recensione
Stazzona, come tutta la zona dell'estremo nord della Lombardia, è famosa per i suoi crotti (ogni settembre nella vicina Chiavenna si svolge anche una sagra interamente dedicata ai tipici locali di montagna). Da sempre infatti il crotto è il luogo principe per trascorrere una giornata in compagnia: è nel crotto che "si beve vino bono e si tiene scola de umanità", come recita una scritta risalente al 1781. I crotti - il cui nome è una varante dialettale di "grotta" sono caratterizzati dallo spirare del "sorèl", una corrente d'aria a temperatura costante (6-8 gradi) che permette un'ottima stagionatura e conservazione del vino e dei prodotti locali.

E arriviamo così al cibo che è, ovviamente, la principale ragione che ci attira in questi luoghi, come ben sanno i frequentatori e gli estimatori del vicino Crotto Da Gusto. Al Crotto delle Camelie l'ambiente promette già bene: lunghe tavolate di legno per dare spazio alle compagnie più numerose e arredamento caratteristico, senza fronzoli. Dagli antipasti si comprende che la tradizione è rispettata: quantità di tutto rispetto e qualità ottima, a partire dagli affettati misti (coppa, pancetta, prosciutto) e dalle verdure sottaceto di produzione propria.

Il piatto forte del locale è ovviamente, anche qui, la celebre polenta conscia, immancabile nella zona: un trionfo di polenta e formaggio capace di spegnere anche la fame più atavica. I secondi sono altrettanto sostanziosi: abbondanti grigliate miste di maiale e di manzo, dalle costine alle bistecche fino alle salsicce, per soddisfare ogni appetito. Come ci si aspetta da questo tipo di locale, le bevande scorrono senza parsimonia: acqua e vino della casa in qualsiasi quantità sono compresi nel prezzo che si aggira, come da copione, tra i 20 e i 25 euro.
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Sagre
 
2012-05-25 12:51:42 Locuste
Voto medio 
 
7.3
Qualità 
 
7.0
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Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Giugno 15, 2008
Recensione
Da provare l'orata alla piastra, l'insalata di piovra con patate e le alborelle fritte. Sconsigliati lo spada alla siciliana, le rane e le costine.
Curiosità: tutto il pesce è gentilmente offerto dalla pescheria "Capra" di Biassono.

Alcuni piatti:
Spada alla siciliana e insalata di piovra, alborelle fritte e rane fritte, orata alla piastra con contorno di pomodori
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Ristoranti
 
2012-05-25 12:49:34 Locuste
Voto medio 
 
8.1
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
7.5
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9.0
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8.0
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 09, 2010
Recensione
Indubbiamente costa un po' di fatica abbandonare i dolci panorami della Riviera ligure per inerpicarsi sulla stradina che conduce fino al minuscolo abitato di Canepa, ma ne vale decisamente la pena se si può contare sulla simpatia e la competenza di Chicco e Luigi e sulla cucina tipica della loro osteria, che in realtà è "vecchia" soltanto di nome: i due gestori l'hanno rilevata qualche anno orsono, rinnovandone l'offerta culinaria. Al di là della contagiosa parlantina del proprietario, capace di far sentire a casa anche il più ostico dei clienti, il ristorante basa la sua fortuna su ricette semplici ed essenziali e su un rapporto qualità-prezzo più unico che raro da queste parti: da non perdere.

Che ci si accomodi nella rustica sala interna o, nella bella stagione, davanti ai pochi tavolini all'aperto, il risultato non cambia: il pasto inizia sempre con una sfilza di ottimi antipasti. Alici, peperoni e melanzane sott'olio, fagioli, verdure gratinate e i tradizionali cuculli, semplici frittelle di farine di ceci impreziosite da un tocco di maggiorana tritata; il tutto accompagnato da un rosso della casa più che discreto e anche piuttosto "traditore" sotto il profilo alcolico. Tra un aneddoto e l'altro sui pallanuotisti della Pro Recco, usuali frequentatori del locale, si passa ai primi: impeccabile il minestrone alla genovese con verdure di stagione, da applausi le lasagnette alla salsa di noci, ma meritano un assaggio anche i delicati tagliolini ai funghi.

Nei secondi il ristorante trova la sua dimensione ideale, rivisitando (non troppo) una serie di capisaldi della cucina locale: ecco quindi il coniglio alla ligure con olive taggiasche, l'eccellente stoccafisso accomodato con olive, patate e pinoli e la trippa accomodata (con pancetta, verdure e pinoli). A completare il quadro, bistecche di maiale e filetto di maiale al ginepro. Un discorso a parte meritano i dolci, quasi tutti nati dalla fervida fantasia dello chef e commercializzati nelle fiere del luogo: biscotti al nebbiolo e uvetta, birbanti alle mandorle e cannella, puffette ai corn flakes e un'ottima torta di mele, insieme al più tradizionale pandolce genovese (con o senza canditi). Il tutto, va sottolineato, senza la minima traccia della proverbiale "parsimonia" attribuita ai liguri...
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Ristoranti
 
2012-05-25 12:47:11 Locuste
Voto medio 
 
7.9
Qualità 
 
8.0
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
7.5
Prezzo 
 
7.5
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Ottobre 05, 2006
Recensione
Castelgandolfo è rinomata per i soggiorni estivi del Santo Padre, ma questa curiosità e naturalmente le bellezze (artistiche e paesaggistiche) del luogo non possono distogliere l'attenzione dalla secolare e raffinata tradizione culinaria della zona. Come in tutta la regione dei Castelli, infatti, anche a Castelgandolfo abbondano i locali dove soddisfare le proprie curiosità legate alla gastronomia locale. Tra i ristoranti della città non si può non ricordare il famoso Pagnanelli, celebre fin dalla fine dell'Ottocento, ma il meno noto Sor Capanna si rivela altrettanto valido.

Oltrepassata piazza della Libertà, sede del Palazzo Pontificio, si prosegue per circa cinquanta metri in Corso della Repubblica prima di arrivare all'ampio locale, che dispone, oltre al piano terra, di un seminterrato spazioso, ideale per gruppi numerosi. Molto famoso per la pizza (non testata in occasione della nostra visita, ma a detta di molti assai meritevole), il ristorante presenta un menu caratteristico della regione, ma con maggiori possibilità di scelta rispetto a quanto avviene altrove. Gli antipasti non si discostano in nulla dalla tradizione: salami, prosciutti, le immancabili coppiette, fritti di verdura, patate, mozzarelle, il tutto in quantità ragguardevoli.

I primi sono di qualità eccezionale e rappresentano un'efficace panoramica della gastronomia del luogo: dalla pasta fatta in casa con funghi porcini (in vari formati) agli eccellenti maccheroni cacio e pepe o "alla grigia", passando per l'immancabile pasta all'amatriciana. In lista anche altre specialità come i ravioli broccoletti e salsicce. Tra i secondi ampia scelta di filetti, ad esempio ai porcini o al pepe; ottimi gli straccetti così come l'abbacchio, a scottadito o al forno. Secondo disponibilità il ristorante offre anche cacciagione e cinghiale. Le etichette della cantina, pur non numerose, sono di buon livello. L'unica nota dolente è quella dei dolci, con una scelta ridotta e un tiramisù di difficile digestione.
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Ristoranti
 
2012-05-25 12:45:20 Locuste
Voto medio 
 
7.6
Qualità 
 
7.5
Quantità 
 
8.5
Servizio 
 
9.0
Prezzo 
 
5.5
Opinione inserita da Locuste    25 Mag, 2012
#1 recensione  -  

Recensione

Data di visita
Aprile 16, 2010
Recensione
Anche se non siamo lontani dall'Autostrada del Sole, è piuttosto difficile capitare per caso tra i campi di Soragna, lungo la provinciale che porta a Roccabianca. Ma il tragitto, già breve, sembra volare se si pensa alle prelibatezze a cui si va incontro: ci troviamo infatti nel cuore del territorio in cui nascono prodotti d'eccellenza della gastronomia italiana come culatello di zibello e parmigiano reggiano, e ai bordi della strada spuntano laboratori e aziende agricole dove dedicarsi a un gustosissimo shopping. I ristoranti della zona, ovviamente, puntano tutto sul "chilometro zero": rispetto ai concorrenti, l'osteria Ardenga offre in più un'atmosfera che riporta indietro nel tempo e una squisita cortesia nel servizio, in grado di far sentire a casa propria anche il più incallito dei critici. I prezzi non sono esattamente da osteria, anche se la generosità delle porzioni finisce per riequilibrare l'insieme.

Obbligatorio cominciare con un antipasto a base di salumi, vera specialità della casa. Se non ci si vuole limitare al culatello di Zibello si può scegliere un piatto di salumi misti (coppa, salame, pancetta oltre al culatello) o anche l'ottima spalla cotta di San Secondo; il tutto accompagnato da un ricco contorno di polenta fritta e cipolline in agrodolce e da una spettacolare giardiniera casalinga (carote, sedano, cavolfiore) che, oltre ogni aspettativa, emerge prepotentemente da questo concerto di sapori. Per "sgrassare", come si dice in questi casi, nulla di meglio che un bicchiere dell'onesto Lambrusco frizzante della casa, anche se non mancano vini in bottiglia.

Primi sempre nel solco della tradizione: anolini in brodo, tortelli d'erbetta e zucca, pappardelle al ragù di salame e, visto che Piacenza non è lontana, pisarei e fagioli. Tra i secondi la fa da padrone ancora il culatello, questa volta stracotto ai funghi: ben riuscito ma non esaltante. In alternativa si può provare l'anatra arrosto e, nei giorni fortunati, anche il cinghiale alla cacciatora. Davvero di ottimo livello i dolci fatti in casa: da segnalare in particolare l'eccellente semifreddo all'amaretto, ma meritano una lode anche la torta di frutta fresca e la bavarese al caffè. Ma il vero "plus" del ristorante resta la piacevolissima ospitalità del personale.
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