Opinione scritta da Locuste
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Ristoranti
2012-05-25 10:53:40
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Luglio 03, 2010
Recensione
Fidarsi della prima impressione non è sempre una strategia da consigliare, ma a volte può essere una buona idea. Nel caso della Trattoria San Bovio sono due gli elementi che saltano subito all'occhio: una griglia per carni di ragguardevoli dimensioni, posta proprio all'ingresso della sala principale, e un accogliente cortile esterno che si estende sotto un rinfrescante pergolato. A ben vedere sono proprio questi i due punti di forza di un ristorante molto frequentato, ma meno convincente sotto altri aspetti, come la presentazione dei piatti e il servizio, poco accurato tenendo conto della fascia di prezzo piuttosto elevata. Il giudizio non può che essere condizionato da questi elementi: locale da tener presente nella stagione estiva, e concentrandosi con decisione sulla carne, ma per il resto trascurabile.
Abbiamo parlato di carne, ma non mancano certo le proposte alternative in un menu quasi enciclopedico. Tra i tanti antipasti spiccano i piatti a base di mozzarella, come le bruschette al pomodoro con bocconcini di bufala: discrete ma nulla più. Lati negativi, qualche errore nella gestione dell'ordinazione e soprattutto l'assenza di una carta dei vini, che penalizza notevolmente la scelta. I primi non brillano per originalità ma in compenso la scelta è davvero ampia: si va dalle pappardelle ai porcini fino agli spaghetti allo scoglio. Porzioni abbondanti anche se non si può dire che i prezzi invitino a esagerare (dai 12-14 euro dei primi ai 18-20 dei secondi).
Come si è già detto, il meglio del locale arriva dalla griglia: fracosta di manzo, nodino di vitello e una costata di scottona di ottima qualità, anche se sarebbe opportuno interpellare gli avventori sul grado di cottura. Non mancano alternative come il maialetto da latte arrostito e una tartare di filetto con crostini che ha il suo punto debole nella consistenza: la carne appare tritata troppo finemente. Buoni e anche esteticamente soddisfacenti i dolci, dal cestinetto di pastafrolla con frutti di bosco alla bavarese allo yogurt con pesche sciroppate. Visto il servizio non rapidissimo, meglio evitare i momenti di massimo affollamento.
Abbiamo parlato di carne, ma non mancano certo le proposte alternative in un menu quasi enciclopedico. Tra i tanti antipasti spiccano i piatti a base di mozzarella, come le bruschette al pomodoro con bocconcini di bufala: discrete ma nulla più. Lati negativi, qualche errore nella gestione dell'ordinazione e soprattutto l'assenza di una carta dei vini, che penalizza notevolmente la scelta. I primi non brillano per originalità ma in compenso la scelta è davvero ampia: si va dalle pappardelle ai porcini fino agli spaghetti allo scoglio. Porzioni abbondanti anche se non si può dire che i prezzi invitino a esagerare (dai 12-14 euro dei primi ai 18-20 dei secondi).
Come si è già detto, il meglio del locale arriva dalla griglia: fracosta di manzo, nodino di vitello e una costata di scottona di ottima qualità, anche se sarebbe opportuno interpellare gli avventori sul grado di cottura. Non mancano alternative come il maialetto da latte arrostito e una tartare di filetto con crostini che ha il suo punto debole nella consistenza: la carne appare tritata troppo finemente. Buoni e anche esteticamente soddisfacenti i dolci, dal cestinetto di pastafrolla con frutti di bosco alla bavarese allo yogurt con pesche sciroppate. Visto il servizio non rapidissimo, meglio evitare i momenti di massimo affollamento.
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Ristoranti
2012-05-25 10:47:36
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Agosto 03, 2007
Recensione
La cornice: una raccolta e tranquilla piazzetta tra i tornanti che sovrastano San Bartolomeo al Mare. L'idea: una locanda che riscopre (in modo quantomeno libero) atmosfere e ambienti della cucina medioevale, fino a presentare un istrionico cameriere in divisa da templare. Fin qui tutto bene; e anche la proposta culinaria risulta piuttosto invitante. Il menu è infatti incentrato soprattutto su bruschette, pizze e crostini (la richiestissima focaccia genovese è disponibile solo al lunedì e al giovedì) ma presenta anche alcuni interessanti piatti "fuori lista". La pecca del locale sta soprattutto nei prezzi di questi piatti, o meglio nella scarsa trasparenza sui prezzi, che rende il conto finale decisamente più elevato delle attese.
Questo "piccolo" (si fa per dire) inconveniente guasta purtroppo l'impressione su una cena atipica, ma per altri versi soddisfacente. Tra gli antipasti è di buona qualità il tagliere di salumi tra cui spiccano il capocollo e l'ottima sella di mastro Dante, prosciutto disossato e conciato tipico di Norcia. L'ampia varietà di pizze prevede, tra le altre, anche la pizza del lardoso con lardo e formaggi di vario tipo. Per quanto riguarda i piatti fuori lista è da provare, in stagione, il sauté di conchiglie: cozze, vongole e fasolare fresche e saporite.
Restando sul versante marino abbiamo assaggiato i pretenziosi involtini di mare (ricciola cruda con verdure), discreti ma decisamente troppo ridotti nonchè costosi. Anche sulla carne si va a corrente alternata: ottime le rostelle di capra - simili agli arrosticini abruzzesi - molto meno invece la tagliata di manzo. Come dessert si può optare per la frutta di stagione o anche per la torta ai tre cioccolati, ambiziosa ma non indimenticabile. Per accompagnare la cena si può scegliere in una ristretta ma discreta lista di vini (il Pigato locale domina) e birre.
Questo "piccolo" (si fa per dire) inconveniente guasta purtroppo l'impressione su una cena atipica, ma per altri versi soddisfacente. Tra gli antipasti è di buona qualità il tagliere di salumi tra cui spiccano il capocollo e l'ottima sella di mastro Dante, prosciutto disossato e conciato tipico di Norcia. L'ampia varietà di pizze prevede, tra le altre, anche la pizza del lardoso con lardo e formaggi di vario tipo. Per quanto riguarda i piatti fuori lista è da provare, in stagione, il sauté di conchiglie: cozze, vongole e fasolare fresche e saporite.
Restando sul versante marino abbiamo assaggiato i pretenziosi involtini di mare (ricciola cruda con verdure), discreti ma decisamente troppo ridotti nonchè costosi. Anche sulla carne si va a corrente alternata: ottime le rostelle di capra - simili agli arrosticini abruzzesi - molto meno invece la tagliata di manzo. Come dessert si può optare per la frutta di stagione o anche per la torta ai tre cioccolati, ambiziosa ma non indimenticabile. Per accompagnare la cena si può scegliere in una ristretta ma discreta lista di vini (il Pigato locale domina) e birre.
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Ristoranti
2012-05-25 10:44:34
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Febbraio 16, 2007
Recensione
Meriterebbe senz'altro fama più vasta di quella che fino ad oggi si è conquistato il ristorante L'Angolo Divino, oscurato probabilmente da esercizi più celebri e quotati ma anche di fascia decisamente più alta. In comoda posizione nei pressi del centro di San Benedetto, questo locale riservato e ben arredato propone una cucina semplice e genuina, dall'ottimo rapporto qualità-prezzo. I piatti non si distaccano dalla tradizione regionale, ma non scadono mai nella banalità e offrono un'efficace panoramica della cucina marchigiana.
Un vario e abbondante antipasto misto (l'ottima "consistenza" delle porzioni è un'altra caratteristica del ristorante) apre degnamente il pasto: si distinguono in particolare la polenta con funghi porcini e salsiccia e la crespella al sugo, olive ascolane e zucchine fritte. Il tutto accompagnato da una corposa selezione di affettati e formaggi locali. Dopo un inizio di questo tenore anche il primo non può essere da meno in quanto a "solidità", e infatti ecco arrivare i corposi strozzapreti con vari condimenti a scelta: tartufo, pecorino, salsiccia, besciamella.
Immancabile l'appuntamento con il secondo: i caratteristici arrosticini sono qui presentati in una versione impeccabile. Per chi non vuole concedersi il fritto misto alla marchigiana, un altro classico, c'è comunque a disposizione un ricco contorno di patatine fritte, olive ascolane e zucchine. Amaro e limoncello per il finale di un'esperienza decisamente soddisfacente; un elogio va riservato anche al servizio, veloce e cortese.
Un vario e abbondante antipasto misto (l'ottima "consistenza" delle porzioni è un'altra caratteristica del ristorante) apre degnamente il pasto: si distinguono in particolare la polenta con funghi porcini e salsiccia e la crespella al sugo, olive ascolane e zucchine fritte. Il tutto accompagnato da una corposa selezione di affettati e formaggi locali. Dopo un inizio di questo tenore anche il primo non può essere da meno in quanto a "solidità", e infatti ecco arrivare i corposi strozzapreti con vari condimenti a scelta: tartufo, pecorino, salsiccia, besciamella.
Immancabile l'appuntamento con il secondo: i caratteristici arrosticini sono qui presentati in una versione impeccabile. Per chi non vuole concedersi il fritto misto alla marchigiana, un altro classico, c'è comunque a disposizione un ricco contorno di patatine fritte, olive ascolane e zucchine. Amaro e limoncello per il finale di un'esperienza decisamente soddisfacente; un elogio va riservato anche al servizio, veloce e cortese.
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Ristoranti
2012-05-25 10:43:06
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Agosto 12, 2011
Recensione
Diciamolo subito, onde evitare fraintendimenti: Sa Mandra non ha proprio nulla del classico agriturismo a gestione familiare, sperduto in mezzo alla campagna, con menu casereccio e magari un po' approssimativo. L'impressione che si ricava varcando la soglia della grande tenuta a due passi dall'aeroporto di Alghero è, al contrario, quella di essere finiti chissà come in un rutilante padiglione di Disneyworld interamente dedicato alla Sardegna: tra cestini intrecciati e ritmi locali, costumi tradizionali e antichi attrezzi da lavoro (veri e non ricostruiti), tutto è pensato per catapultare il visitatore occasionale in un simulacro, sia pure un po' da cartolina, della terra che lo ospita. Ma l'apparenza inganna: se il locale ha meritato la sua straordinaria fama (è stato per anni l'agriturismo più rinomato della zona) è per merito della sua cucina corposa, seducente e mai artificiosa, non certo del folklore.
Tutto diverso da un agriturismo "normale", dicevamo, e ciò vale per il servizio, straordinariamente attento e preciso, come per il prezzo, che per tutti è di 40 euro; ma soprattutto vale per il menu, che alle "solite" specialità regionali aggiunge una serie di varianti originali e mai blasfeme. Si comincia con uno scenografico aperitivo in piedi: l'immancabile pane carasau accompagna olive, guanciale, formaggio spalmabile (assu modde) e un bicchiere di Vermentino. Una volta seduti, a lume di candela, ecco gli antipasti veri e propri: pecorino con fichi, ricotta mustia e confettura di limone, l'eccezionale assu urriau con abbamele (formaggio con scorze di agrumi e miele fresco), ricotta fresca con miele, e poi ancora melanzane arrosto, coppa, salsiccia (imperdibile), prosciutto e filetto, e la peculiare sa vruhe (latte cagliato). Vale la pena notare che il menu è in dialetto barbaricino, per la precisione di Fonni, la cittadina in provincia di Nuoro di cui la famiglia Murrocu è originaria.
Dopo questa messe di antipasti, comunque sempre contenuti nelle porzioni, ecco un bis di primi: particolarmente riusciti i ravioli alle sette erbe e scaglie di pecorino, una rielaborazione dei classici ravioli al sugo, più tradizionali le lorihas al sugo di cinghiale o di vitello. Il piatto forte, naturalmente, arriva subito dopo: parliamo del porcetto allo spiedo, cotto a vista nel grande camino del ristorante e servito in pezzi succulenti su un tagliere di legno. Passa in secondo piano l'agnellone con le patate (catzola), meno riuscito. Il vino è un Cannonau imbottigliato dalla casa, non eccezionale ma più che discreto. Dopo la frutta di stagione, il caffè e i dolci tipici, tiricche, papassine e amaretti, ma per i più insaziabili è d'obbligo provare le sevadas o seadas, qui particolarmente gustose. Infine mirto e abbardente - variazione sul tema del filu 'e ferru - per digerire una cena da applausi.
Tutto diverso da un agriturismo "normale", dicevamo, e ciò vale per il servizio, straordinariamente attento e preciso, come per il prezzo, che per tutti è di 40 euro; ma soprattutto vale per il menu, che alle "solite" specialità regionali aggiunge una serie di varianti originali e mai blasfeme. Si comincia con uno scenografico aperitivo in piedi: l'immancabile pane carasau accompagna olive, guanciale, formaggio spalmabile (assu modde) e un bicchiere di Vermentino. Una volta seduti, a lume di candela, ecco gli antipasti veri e propri: pecorino con fichi, ricotta mustia e confettura di limone, l'eccezionale assu urriau con abbamele (formaggio con scorze di agrumi e miele fresco), ricotta fresca con miele, e poi ancora melanzane arrosto, coppa, salsiccia (imperdibile), prosciutto e filetto, e la peculiare sa vruhe (latte cagliato). Vale la pena notare che il menu è in dialetto barbaricino, per la precisione di Fonni, la cittadina in provincia di Nuoro di cui la famiglia Murrocu è originaria.
Dopo questa messe di antipasti, comunque sempre contenuti nelle porzioni, ecco un bis di primi: particolarmente riusciti i ravioli alle sette erbe e scaglie di pecorino, una rielaborazione dei classici ravioli al sugo, più tradizionali le lorihas al sugo di cinghiale o di vitello. Il piatto forte, naturalmente, arriva subito dopo: parliamo del porcetto allo spiedo, cotto a vista nel grande camino del ristorante e servito in pezzi succulenti su un tagliere di legno. Passa in secondo piano l'agnellone con le patate (catzola), meno riuscito. Il vino è un Cannonau imbottigliato dalla casa, non eccezionale ma più che discreto. Dopo la frutta di stagione, il caffè e i dolci tipici, tiricche, papassine e amaretti, ma per i più insaziabili è d'obbligo provare le sevadas o seadas, qui particolarmente gustose. Infine mirto e abbardente - variazione sul tema del filu 'e ferru - per digerire una cena da applausi.
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Ristoranti
2012-05-25 06:30:34
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Ottobre 31, 2005
Recensione
Chi pensasse al "solito" ristorante di montagna con piatti tradizionali alla buona si sbaglia di grosso: a Sondrio si può trovare anche altro, per esempio l'elegante e colorato locale di Luca Grigis ed Elena Dusci. I gestori espongono mostre di pittura, guardano con ammirazione e ambizione ai grandi ristoranti d'élite, ma soprattutto propongono una concezione della cucina artistica e fantasiosa, per nulla legata agli stereotipi. Così i piatti di Valtellina e Valchiavenna si accompagnano a proposte originali e abbinamenti inconsueti, oltre che ai vini della fornitissima cantina.
Gli antipasti spaziano dunque dai consueti (e ottimi) salumi valtellinesi con sottaceti e sott'olio ai più ricercati chisciöi alla tiranese con insalatina e salame, fino a proposte decisamente elaborate come l'uovo affogato su zuppa di patate, porcini e schiuma di latte caprino. Va rilevato comunque che il menu cambia ogni mese per dare spazio ai prodotti di stagione o per celebrare feste e ricorrenze. A dicembre poi è prevista un'altra iniziativa curiosa: una sorta di "greatest hits" in cui vengono riproposti i piatti migliori e più apprezzati dell'annata.
Proseguiamo nella lista passando ai primi: ovviamente dominano i pizzoccheri alla valtellinese, da qualche anno presidio Slow Food, qui al loro meglio. Ma non mancano piatti più "esotici" come i paccheri di Gragnano in cartoccio, o più rustici come i ravioloni di taroz su purè di salsiccia arrosto. Stesso discorso per i secondi: dal cervo in tre cotture (in salmì con polenta, su spiedino alla brace o in nocetta lardellata) si arriva fino alla tagliata di filetto di struzzo con mele al curry. Una proposta davvero eterogenea che soddisfa tutti i palati e che ha il suo apice nei sostanziosi dolci, come la mousse ai tre cioccolati con polvere di frutta secca e croccante ai semi di cacao (basta il nome..) o la millefoglie di mele croccanti. Da segnalare anche il pane fatto in casa e l'ottimo vino Grumello.
Gli antipasti spaziano dunque dai consueti (e ottimi) salumi valtellinesi con sottaceti e sott'olio ai più ricercati chisciöi alla tiranese con insalatina e salame, fino a proposte decisamente elaborate come l'uovo affogato su zuppa di patate, porcini e schiuma di latte caprino. Va rilevato comunque che il menu cambia ogni mese per dare spazio ai prodotti di stagione o per celebrare feste e ricorrenze. A dicembre poi è prevista un'altra iniziativa curiosa: una sorta di "greatest hits" in cui vengono riproposti i piatti migliori e più apprezzati dell'annata.
Proseguiamo nella lista passando ai primi: ovviamente dominano i pizzoccheri alla valtellinese, da qualche anno presidio Slow Food, qui al loro meglio. Ma non mancano piatti più "esotici" come i paccheri di Gragnano in cartoccio, o più rustici come i ravioloni di taroz su purè di salsiccia arrosto. Stesso discorso per i secondi: dal cervo in tre cotture (in salmì con polenta, su spiedino alla brace o in nocetta lardellata) si arriva fino alla tagliata di filetto di struzzo con mele al curry. Una proposta davvero eterogenea che soddisfa tutti i palati e che ha il suo apice nei sostanziosi dolci, come la mousse ai tre cioccolati con polvere di frutta secca e croccante ai semi di cacao (basta il nome..) o la millefoglie di mele croccanti. Da segnalare anche il pane fatto in casa e l'ottimo vino Grumello.
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Ristoranti
2012-05-25 06:28:52
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Febbraio 24, 2009
Recensione
La pausa pranzo, a Milano, è un rito forse più significativo del tanto celebrato aperitivo e sicuramente più remunerativo, per alcuni ristoranti, della cena stessa. Tanto è vero che certi locali, come la trattoria di Ivan Sabbioneda e famiglia, possono permettersi addirittura di restare chiusi nel weekend, viste le orde di clienti che li affollano nelle giornate lavorative. Ma se spesso il pranzo "di lavoro" si trasforma in uno spuntino affrettato e nervoso, a base di piatti pronti, qui l'atmosfera è tutta diversa: siamo in una vera e propria trattoria, con tovaglie a quadri, piatti semplici ma assai robusti e prezzi contenuti (da 5 a 7 euro i primi, al massimo 10 euro per i secondi). Un po' incostante il servizio, a volte rapido, a volte molto meno... indipendentemente dal caos del mezzogiorno.
Le indiscusse radici mantovane del locale (il nome parla chiaro) sono riscontrabili anche in alcuni piatti della lista, come il misto di salumi mantovani che apre la carrellata degli antipasti. Meglio, comunque, cominciare direttamente dai primi, anche perché il menu (che varia di giorno in giorno) presenta un'ampia scelta, dai ravioli con la mozzarella di bufala ai buoni tortelli di zucca. Il mercoledì, nella stagione invernale, si può anche assaggiare un piatto unico decisamente interessante come la cassoeula; in altre occasioni è possibile gustare il baccalà con polenta.
I secondi, comunqe, sono tanti e le porzioni piuttosto abbondanti, in particolare per quanto riguarda lo stinco con patate al forno. Saporito il brasato al barolo, con o senza polenta; più che discrete anche la cotoletta alla milanese, con una leggera impanatura, e la scamorza affumicata con verdure. Nel carrello dei dolci fanno bella mostra di sé le sfogliatelle alla nutella, forse un po' eccessive, ma anche diverse torte fatte in casa come la pregevole torta ai pinoli. In generale il livello qualitativo è medio-alto per un prezzo assolutamente abbordabile, vista anche la zona. E naturalmente, in pausa pranzo, i ticket restaurant sono ben accetti...
Le indiscusse radici mantovane del locale (il nome parla chiaro) sono riscontrabili anche in alcuni piatti della lista, come il misto di salumi mantovani che apre la carrellata degli antipasti. Meglio, comunque, cominciare direttamente dai primi, anche perché il menu (che varia di giorno in giorno) presenta un'ampia scelta, dai ravioli con la mozzarella di bufala ai buoni tortelli di zucca. Il mercoledì, nella stagione invernale, si può anche assaggiare un piatto unico decisamente interessante come la cassoeula; in altre occasioni è possibile gustare il baccalà con polenta.
I secondi, comunqe, sono tanti e le porzioni piuttosto abbondanti, in particolare per quanto riguarda lo stinco con patate al forno. Saporito il brasato al barolo, con o senza polenta; più che discrete anche la cotoletta alla milanese, con una leggera impanatura, e la scamorza affumicata con verdure. Nel carrello dei dolci fanno bella mostra di sé le sfogliatelle alla nutella, forse un po' eccessive, ma anche diverse torte fatte in casa come la pregevole torta ai pinoli. In generale il livello qualitativo è medio-alto per un prezzo assolutamente abbordabile, vista anche la zona. E naturalmente, in pausa pranzo, i ticket restaurant sono ben accetti...
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Ristoranti
2012-05-25 05:54:13
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Giugno 15, 2006
Recensione
Via Roma a San Giuliano è, di fatto, il primissimo tratto della via Emilia, che prende le mosse da Milano per attraversare tutta la Pianura Padana. Sarà per questo che dalle parti del ristorante "La Ruota" si comincia a respirare aria di grande cucina, sorprendentemente per il visitatore occasionale ma non per i tanti appassionati che lo consigliano. L'atmosfera è elegante e raffinata benché il locale sia arredato in stile rustico, con tavoli in legno, paioli in rame e altri oggetti tradizionali alle pareti; in estate è possibile anche mangiare all'aperto. Il servizio sempre puntuale e cortese completa l'opera, rendendo un pranzo o una cena in questo ristorante un'esperienza davvero piacevole.
La doppia griglia per la cottura di carne e pesce che troneggia all'interno dà subito un'idea sulla specialità della casa, ma prima è d'obbligo provare i variegati e gustosi antipasti proposti dal menu: pesce spada affumicato, cannolicchi gratinati, polpo caldo con olio e limone, e sul versante "terra" prosciutto di cinghiale e crostini alla toscana. Ottima anche la proposta dei primi che, ai piatti più convenzionali, unisce vere e proprie perle come il risotto alla luganega, il risotto ai porcini e i tagliolini con gamberi e fiori di zucca, questi ultimi davvero originali.
Come detto è però nei secondi che il ristorante dà il meglio di sé: il pesce alla griglia diventa grande protagonista con gamberi, triglie, seppie e un saporitissimo tonno fresco. Non mancano proposte più delicate, ma non meno gustose, come orata alla siciliana e branzino con porcini. E non è finita qui: per chi preferisce la carne c'è il filetto di manzo alla brace o addirittura l'ottima polenta con brasato. Da apprezzare la perfetta cottura di tutti i piatti. Si chiude con dolci al carrello tra cui si segnalano, in stagione, frutti di bosco e fragole con gelato. Il target di prezzo è piuttosto elevato ma pienamente ripagato dalla qualità.
La doppia griglia per la cottura di carne e pesce che troneggia all'interno dà subito un'idea sulla specialità della casa, ma prima è d'obbligo provare i variegati e gustosi antipasti proposti dal menu: pesce spada affumicato, cannolicchi gratinati, polpo caldo con olio e limone, e sul versante "terra" prosciutto di cinghiale e crostini alla toscana. Ottima anche la proposta dei primi che, ai piatti più convenzionali, unisce vere e proprie perle come il risotto alla luganega, il risotto ai porcini e i tagliolini con gamberi e fiori di zucca, questi ultimi davvero originali.
Come detto è però nei secondi che il ristorante dà il meglio di sé: il pesce alla griglia diventa grande protagonista con gamberi, triglie, seppie e un saporitissimo tonno fresco. Non mancano proposte più delicate, ma non meno gustose, come orata alla siciliana e branzino con porcini. E non è finita qui: per chi preferisce la carne c'è il filetto di manzo alla brace o addirittura l'ottima polenta con brasato. Da apprezzare la perfetta cottura di tutti i piatti. Si chiude con dolci al carrello tra cui si segnalano, in stagione, frutti di bosco e fragole con gelato. Il target di prezzo è piuttosto elevato ma pienamente ripagato dalla qualità.
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Sagre
2012-05-25 05:52:24
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Luglio 02, 2011
Recensione
Ogni anno lo stadio del rugby di Parabiago ospita 4 giorni di concerti e spettacoli per festeggiare la fine della stagione agonistica. Nell'occasione c'è pure un robusto ristorante: ogni sera una specialità diversa, dalla cucina bavarese a quella messicana. La qualità dei piatti non è eccelsa, abbastanza rapido invece il servizio. Meglio prenotare per evitare l'affollamento.
Alcuni piatti:
Bruschetta, caprese, cocktail di scampi, pasta con sugo di salsiccia (foto), grigliata mista (foto), stinco alla bavarese (foto), panino con salamella, panino con porchetta, patatine fritte
Alcuni piatti:
Bruschetta, caprese, cocktail di scampi, pasta con sugo di salsiccia (foto), grigliata mista (foto), stinco alla bavarese (foto), panino con salamella, panino con porchetta, patatine fritte
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Ristoranti
2012-05-25 05:49:42
Locuste
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Opinione inserita da Locuste 25 Mag, 2012
#1 recensione -
#1 recensione -
Recensione
Data di visita
Novembre 21, 2007
Recensione
Fast food alla bolognese? La definizione sembrerà irriverente, ma non si discosta poi tanto dalla realtà. Nel cuore di Bologna “la rossa” questo giovane ristorante, già protagonista di altre due incarnazioni (Osteria Pesce Rosso e Rosso San Martino), dà una sua interpretazione concreta ed efficace di una delle cucine più gustose d’Italia. Provocazioni a parte, l’idea di riproporre piatti tradizionali a prezzi bassi e in un ambiente informale, adatto anche per una veloce pausa pranzo, appare perfettamente riuscita. Fuori discussione la qualità della cucina e la genuinità degli ingredienti, davvero generosa l’offerta che consente di provare un pasto completo per soli 10 euro; ma anche scegliendo dall’ampia carta difficilmente si va oltre i 25. Unica pecca, i pochissimi coperti che rendono assai consigliabile la prenotazione.
Al Rosso non mancano, come detto, i menu a prezzo fisso (menù Bologna, menù salsicciamia, menù vegetariano ecc.) e le promozioni stagionali; il consiglio, comunque, è quello di provare i piatti della lista, magari cominciando dalle crescentine (come gli gnocchi fritti, ma non ditelo ai bolognesi) con salumi e squacquerone. I primi lasciano solo l’imbarazzo della scelta: i più caratteristici sono senz’altro i passatelli in brodo, ma anche le lasagne risultano impeccabili. Non mancano tagliatelle e tortelloni in tutte le possibili incarnazioni; il piatto migliore è però forse la gustosissima gramigna con salsiccia. Il tutto si può assaggiare sorseggiando uno degli onesti vini della cantina che propone i prodotti di numerose aziende agricole emiliane e romagnole.
Con i secondi il ristorante non si smentisce, restando ancorato alla tradizione regionale più pura. Abbiamo così la cotoletta alla bolognese, il tipico prosciutto al forno e la salsiccia arrosto. A impressionarci è però soprattutto la polenta con salsiccia e spuntature in umido, perfetta nella cottura e particolarmente soddisfacente nelle porzioni. Tra i contorni spicca un piatto esclusivamente bolognese come il friggione, mix di cipolle a fette e pomodori conditi con abbondante olio. Economici e curati i dolci al cucchiaio come la zuppa inglese e il mascarpone con frutti di bosco. Nel complesso una gradevole sorpresa per un locale che unisce fedeltà alla buona cucina e spirito imprenditoriale in una “ricetta” felicemente riuscita.
Al Rosso non mancano, come detto, i menu a prezzo fisso (menù Bologna, menù salsicciamia, menù vegetariano ecc.) e le promozioni stagionali; il consiglio, comunque, è quello di provare i piatti della lista, magari cominciando dalle crescentine (come gli gnocchi fritti, ma non ditelo ai bolognesi) con salumi e squacquerone. I primi lasciano solo l’imbarazzo della scelta: i più caratteristici sono senz’altro i passatelli in brodo, ma anche le lasagne risultano impeccabili. Non mancano tagliatelle e tortelloni in tutte le possibili incarnazioni; il piatto migliore è però forse la gustosissima gramigna con salsiccia. Il tutto si può assaggiare sorseggiando uno degli onesti vini della cantina che propone i prodotti di numerose aziende agricole emiliane e romagnole.
Con i secondi il ristorante non si smentisce, restando ancorato alla tradizione regionale più pura. Abbiamo così la cotoletta alla bolognese, il tipico prosciutto al forno e la salsiccia arrosto. A impressionarci è però soprattutto la polenta con salsiccia e spuntature in umido, perfetta nella cottura e particolarmente soddisfacente nelle porzioni. Tra i contorni spicca un piatto esclusivamente bolognese come il friggione, mix di cipolle a fette e pomodori conditi con abbondante olio. Economici e curati i dolci al cucchiaio come la zuppa inglese e il mascarpone con frutti di bosco. Nel complesso una gradevole sorpresa per un locale che unisce fedeltà alla buona cucina e spirito imprenditoriale in una “ricetta” felicemente riuscita.
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Ristoranti
2012-05-25 05:48:08
Locuste
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Recensione
Data di visita
Ottobre 13, 2016
Recensione
Note positive e note negative, tanto per restare nell'atmosfera musicale evocata dal nome del celeberrimo compositore. Le godibili melodie, in parte originali, dell'orchestra dell'Osteria Rossini soffrono di qualche virtuosismo di troppo, ma nel complesso si fanno apprezzare nonostante il grosso handicap di un conto non adatto a tutte le... orecchie. Questo grazioso locale nell'altrettanto grazioso centro storico di Legnano fa dell'ambiente raccolto e dell'atmosfera tranquilla e raffinata i suoi punti di forza, e completa il tutto con una proposta culinaria abbastanza varia e interessante anche se a volte un po' troppo compiaciuta. Va detto che negli anni il menu si è arricchito, elevando ulteriormente il livello qualitativo del locale, e anche la cantina si è impreziosita con diverse etichette di pregio.
I prezzi, per non girarci intorno, erano e restano piuttosto alti, anche se va apprezzato il fatto che siano rimasti praticamente invariati dal tempo della nostra prima visita (nel lontano 2008). Gli antipasti vanno dagli 11 ai 18 euro con un assortimento variegato: si va dal curioso "cappuccino di baccalà" con pancake salato e bottarga di muggine all'assai meno scenografico, ma davvero ottimo, fiocco di culatello con pere colorate e pecorino toscano. Sul fronte "fusion" incuriosisce anche la tartare di tonno su crema all'avocado e frutta glassata. Decisamente più concreti i primi (11-15 euro), migliorati anche dal punto di vista della quantità: eccellente il "girasole di magro", sorta di grande raviolo con salsa di parmigiano 36 mesi e abbondante ragù di cervo. In alternativa, risotto alla bietola con oca e burrata, tagliolini al nero di seppia con gamberi, bottarga e scorze d'arancia, o ancora gnocchetti al nero di Norcia con crema di zucca e mandorle. In altre occasioni avevamo provato anche pappardelle al ragù di pescatrice o risotto al nero di seppia e pecorino.
Come si vede, la cucina spazia senza troppi freni dalla terra al mare, e lo stesso vale anche per i secondi: il fritto misto (delicato e leggero) si accompagna alla tagliata di angus australiano oppure al rombo al forno con crema di sedano e cime di rapa. Più originali la pluma iberica (peculiare taglio di suino) con puntarelle, e soprattutto il filetto al cacao amaro con broccoli e cavoli. Il pesce resta comunque un cavallo di battaglia, dal filetto di orata in sfoglia di zucchine al San Pietro al forno. Dolci non particolarmente originali, ma di qualità: la zuppa inglese in barattolo, con granella di cioccolato e mandorle, è forse un po' troppo "ruffiana" ma comunque interessante. Altre proposte: tortino di fondente con salsa all'arancia, tiramisù ai mirtilli, tortino con ricotta e uvetta. Molto fornita e ben assortita, come detto, la cantina.
I prezzi, per non girarci intorno, erano e restano piuttosto alti, anche se va apprezzato il fatto che siano rimasti praticamente invariati dal tempo della nostra prima visita (nel lontano 2008). Gli antipasti vanno dagli 11 ai 18 euro con un assortimento variegato: si va dal curioso "cappuccino di baccalà" con pancake salato e bottarga di muggine all'assai meno scenografico, ma davvero ottimo, fiocco di culatello con pere colorate e pecorino toscano. Sul fronte "fusion" incuriosisce anche la tartare di tonno su crema all'avocado e frutta glassata. Decisamente più concreti i primi (11-15 euro), migliorati anche dal punto di vista della quantità: eccellente il "girasole di magro", sorta di grande raviolo con salsa di parmigiano 36 mesi e abbondante ragù di cervo. In alternativa, risotto alla bietola con oca e burrata, tagliolini al nero di seppia con gamberi, bottarga e scorze d'arancia, o ancora gnocchetti al nero di Norcia con crema di zucca e mandorle. In altre occasioni avevamo provato anche pappardelle al ragù di pescatrice o risotto al nero di seppia e pecorino.
Come si vede, la cucina spazia senza troppi freni dalla terra al mare, e lo stesso vale anche per i secondi: il fritto misto (delicato e leggero) si accompagna alla tagliata di angus australiano oppure al rombo al forno con crema di sedano e cime di rapa. Più originali la pluma iberica (peculiare taglio di suino) con puntarelle, e soprattutto il filetto al cacao amaro con broccoli e cavoli. Il pesce resta comunque un cavallo di battaglia, dal filetto di orata in sfoglia di zucchine al San Pietro al forno. Dolci non particolarmente originali, ma di qualità: la zuppa inglese in barattolo, con granella di cioccolato e mandorle, è forse un po' troppo "ruffiana" ma comunque interessante. Altre proposte: tortino di fondente con salsa all'arancia, tiramisù ai mirtilli, tortino con ricotta e uvetta. Molto fornita e ben assortita, come detto, la cantina.
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