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Gustosando in Valtellina

"Morbegno in cantina" rappresenta, da qualche anno, un appuntamento imperdibile per tutti gli estimatori del buon vino e delle cantine più caratteristiche di tutta la Valtellina. Pochi però si sono avventurati un po' più in alto, nella famosa Costiera dei Cech, per approfittare della ghiotta opzione "Gustosando".
Noi ci siamo andati durante il primo fine settimana utile, vale a dire quello del 29 settembre 2006, nel quale era previsto l’itinerario tra Dazio e Civo.

Gustosando permette di alternare all’assaggio di ottimi vini l’abbinamento di piatti tipici valtellinesi che si fondono perfettamente con l’atmosfera conviviale e avvolgente delle volte a botte delle cantine. Tra i piatti più azzeccati segnaliamo le lasagnette di grano saraceno, il riso con le castagne e la trippa stufata alla vecchia maniera. I vini più pregevoli invece un Inferno Sertoli Salis e un Grumello del ’99, davvero indimenticabile.

Per compiere il percorso completo di Gustosando, composto da 10 cantine, abbiamo impiegato, usando la dovuta calma, quasi quattro ore.
I 28 euro spesi sono una cifra molto onesta se consideriamo l’ottima proposta dei vini, scelti tra le migliori etichette della zona, e l’abbinamento di piatti sempre diversi (tra gli altri la salsiccia cotta nel latte, i gnocchetti al grano saraceno, gli spiedini di agnello). Non ultimo il fatto che tutte le cantine avessero sempre a disposizione salami, formaggi locali, pane di segale e “bisciola” a volontà!
Un’esperienza che invito personalmente a fare il prossimo autunno poiché a parole è davvero difficile trasmettere le sensazioni che si respirano in luoghi così caratteristici.

Lorenzo Filippi

Per informazioni:
Consorzio Turistico Porte di Valtellina
Tel. 0342-601140
www.portedivaltellina.it
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Un giorno di ordinaria follia

Arrivo a casa, mi tolgo le scarpe e mi rinfresco la faccia pensando che anche questa volta ce l’abbiamo fatta.
Torno in camera e inizio a mandare i messaggi di rito: “Bella Ale sei arrivato a casa sano e salvo?”, “Uge tutto ok?”, “Lorenz il tuo collega sta bene?”.
Il primo titolo che mi viene in mente per queste scene è “Cronaca di una morte annunciata” anche se un altro, ovvero “Vedi Gusto e poi muori” non ci sta proprio male.

E’ la sera del giorno del pranzo da Gusto e queste domande sono ormai un'abitudine della serata.
Iniziano ad arrivare le prime risposte: “Tutto ok, sto vedendo la partita con Anto” – ovviamente nessun dubbio che il Navigatore Capo sia in perfetta forma; “Mi sono perso a Milano ma ora sono arrivato a Motta” – azz… almeno è arrivato a casa. Ale lo vedo il lunedì seguente al lavoro, un bozzo in testa che suggella la perfetta riuscita della giornata enogastronomica in montagna nonché le sue ripetute perdite di equilibrio.
Lorenz, ovvero il Mastro Coppiere, non risponde. Attendo, ma niente. Alla fine la risposta: “Tutto bene Andre, mi sono addormentato. Il mio collega credo sia vivo”.
Tutto a posto. Un’altra missione compiuta alla grande. Vi chiederete cosa sia successo quel fatidico sabato 07 ottobre 2006. Ecco la realtà, nuda e cruda.

Considerato il numero dei partecipanti e anticipando i problemi logistici che dovremo superare abbiamo fissato il ritrovo alla rotonda di Saronno e partenza alle 10.00 puntuali. Ovviamente siamo partiti alle 11 per arrivare da Gusto alle 12.45, dopo aver perso, trovato, riperso e ritrovato la maggior parte della truppa tra Saronno e Como.
Nonostante questo eccoci arrivati al ristorante tanto amato immerso nel verde tra i monti di Gottro, comune di Carlazzo.

Tempo infame, ovviamente, ma questa volta non si preannuncia nessuna camminata e, quindi, nessuna rinuncia anzi il tempo incute ancora più paura alla buona Giulia che dovrà sopportare tutta la combriccola per un tempo più lungo.
Dopo i saluti di rito e nonostante manchi ancora qualcuno (noi avremo sbagliato orari ma c’è chi ha fatto molto peggio di noi) si aprono le danze: affettati a fiumi, polenta e cotechino, vino su vino, GT su GT.
Dopo l’antipasto qualcuno già accusa il colpo e cerca di sfuggire all’impeto dei più esperti che, presi dal sacro furore, coinvolgono sempre più persone – facendo un casino infernale – nel pranzo ormai destinato a degenerare in un’orgia culinaria.
Splendida forma per Sir Macchi, che non si tira mai indietro per un GT, soprattutto quando non guida; i suoi due degni compari non sono da meno e partecipano goliardicamente all’allegria generale.
Simone, dal canto suo, sembra soffrire un po’ l’effetto soporifero del vino, come se non bastasse la sua indole già di per se tranquilla.
Micky sembra stranamente più tranquillo del solito e la cosa mi preoccupa leggermente, anche se, senza dubbio, darà il meglio di sé come al solito.

L’area dei fedelissimi, ovvero i tre fondatori – Navigatore Capo, Resp. Risorse Umane, Primo Consigliere - più Laurina, gentil pulzella di Garlasco (per inciso il quarto fondatore risulta assente ingiustificato), forte dell’esperienza ormai decennale maturata nel campo, controlla la situazione con una certa soddisfazione per l’avvenuta riuscita dell’evento.
Il mio mitico collega Alessandro, testato più e più volte in vari aperitivi-cena-dopocena estenuanti, sembra accusare il colpo: l’inesperienza gli giocherà un brutto tiro.
Per quel che riguarda l’area controllata dal Sultan, la situazione è tranquilla e morigerata, e contribuisce a ritardare il delirio collettivo della giornata.
Causa problemi logistici rimangono separati, su di un tavolo adiacente, Lorenz con due colleghi (se ne salverà solamente uno) e Francesco con tre amici. Quest’ultimo verrà provato anche fisicamente nella successiva scampagnata all’ormai famigerato monumento agli Alpini.

Ma torniamo a noi.
E’ in arrivo una bella sorpresa: Giulia, appositamente per l’occasione, sfoggia tre zuppiere stracolme di pizzoccheri stile valtellinese.
Aggiornamento. Macchi continua a macinare chilometri – pardon, bocconi – su bocconi, Alessandro è ormai perso nei fumi dell’alcol, lato Sultan tutto tranquillo, nel resto della tavola regna una rumorosità allegra.
E’ l’ora della polenta concia, molti stanno abbandonando la speranza di riuscire a mangiare qualcosa nei prossimi dieci giorni.
Arrivano le carni (per intenderci brasato, coniglio e pollo), i formaggi, la mitica crostata e, per finire, caffè e grappa a volontà.
Mi guardo intorno: faccio a un po’ fatica a riconoscere i volti dei commensali, in parte per il mio stato comatoso, in parte per i tratti ormai sconvolti della gente che mi sta intorno.
Il resto è ordinaria follia, appunto: passeggiata – o meglio processione – al monumento, renis ovunque, chi si riprende lentamente, chi altrettanto lentamente scivola nell’oblio o, peggio ancora, verso qualche giorno di agonia e tisane assicurate.
Torniamo a casa e quel che più conta è che, anche questa volta, Gusto non ci ha traditi. Per continuare insieme la tradizione…

Coordinatore delle Risorse Umane
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Vent'anni di lentezza

La “fame” degli appassionati sta lievitando, e dopo due anni di digiuno non potrebbe essere altrimenti. Il Salone del Gusto è pronto a tornare, con la consueta cadenza biennale, e il mondo dell’enogastronomia è in fermento, anche perché quest’anno si festeggiano due anniversari ricchi di significati: nel 1996 veniva inaugurata la prima edizione della manifestazione, mentre nel 1986 veniva fondata (con il nome di Arcigola) l’associazione Slow Food, che dell’evento è creatrice e organizzatrice insieme a Regione Piemonte e Città di Torino.
Da giovedì 26 a lunedì 30 ottobre 2006 il centro espositivo del Lingotto Fiere di Torino ospiterà dunque la più grande manifestazione italiana del settore, nella speranza di migliorare i già imponenti numeri dell’ultima edizione: oltre 140.000 visitatori, 600 espositori, 125 stand istituzionali. Di certo c’è che aumenteranno i Presìdi, prodotti tutelati da Slow Food come patrimonio di biodiversità da salvare: ad essi (oltre 300) è dedicato un intero padiglione della fiera.

Come sempre il Salone fungerà da fondamentale vetrina per gli innumerevoli prodotti di alto livello del mercato enogastronomico italiano, ma sarà anche un’occasione per avvicinare i visitatori al mondo dei piccoli produttori e degli artigiani, promuovendo il valore della qualità contrapposto alla standardizzazione e all’appiattimento culturale. A sottolineare questo aspetto, contemporaneamente al Salone si svolgerà negli spazi della fiera anche la seconda edizione di “Terra Madre”, meeting internazionale delle comunità del cibo: un momento di incontro importante tra produttori, distributori, cuochi di tutto il mondo, che contribuirà a trasformare per cinque giorni il Lingotto in un vero e proprio “villaggio globale del cibo”.

Le tre parole chiave dell’edizione 2006 nascono dal libro di Carlo Petrini “Buono, pulito e giusto. I principi di una nuova gastronomia” e identificano nel modo più chiaro e immediato l’approccio scelto dagli organizzatori. Il termine “buono” richiama il sapore, ma anche il valore affettivo del cibo; “pulito” si riferisce al rispetto degli ecosistemi e dell’ambiente; “giusto”, infine, ricorda che la produzione e la commercializzazione del cibo devono rispettare il concetto di giustizia sociale. In questo filone si inseriscono tutti gli eventi e le iniziative che saranno ospitati dal Salone: dalle conferenze tenute con il patrocinio dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Colorno al Teatro del Gusto, nel quale si esibiranno 17 chef di tutto il mondo fra cui il celebre Ferran Adrià, fino alle lezioni di cucina e alle degustazioni di vini pregiati. Naturalmente non mancano gli assaggi: dalle Isole del Gusto, ideali per uno “stuzzichino” in piedi, fino ai veri e propri ristoranti che offrono prelibati menu da tutto il mondo. Impossibile enumerare tutti gli appuntamenti che si susseguono nel programma del Salone, al cui centro resta comunque il già ricordato padiglione della biodiversità, con 200 presidi italiani (dalla bottarga di Orbetello alle susine bianche di Monreale) e 85 internazionali. Durante la manifestazione sarà infine disponibile un bus turistico che partirà da piazza Solferino e permetterà di scoprire le bellezze di Torino con un tour in 15 tappe della durata di un’ora.

Il Salone resterà aperto dalle 11 alle 23 da giovedì a domenica, dalle 11 alle 20 nella giornata di lunedì 30 ottobre. Il biglietto d’ingresso è di 20 euro (14 per i soci Slow Food, 12 per i ragazzi fino a 18 anni) mentre l’abbonamento per la manifestazione costa 60 euro. Entrambi sono acquistabili anche on line attraverso il sito www.salonedelgusto.it, da consultare per qualsiasi ulteriore informazione.

(Articolo di Eugenio Peralta pubblicato su Lombardia Oggi del 22 ottobre 2006)
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Croazia 2006 - Il video

Le Locuste sbarcano in Croazia nell'agosto 2006 a caccia di mare, sole, grigliate, ristoranti, kvalitetno vino e soprattutto pivo!

Regia: Le Locuste
Editing: Navigatore Capo


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Foto dalla Croazia

Un lungo viaggio sulle coste croate (18 agosto-2 settembre 2006) a caccia di sole, mare e soprattutto pesce alla griglia. Ulteriori immagini nelle recensioni dei ristoranti:
Hostaria Cansignorio
Buffet Da Pepi
Konoba Restaurant Kunjak
Restaurant Odmor


Il Coordinatore si mette al lavoro


Le Locuste infieriscono sulle creature marine


Poker di fondatori sul campanile di Trogir


Banana split... a Split


Come salvarsi la vita in Croazia


Pesce, pesce...


...e ancora pesce


Le Locuste mangiano proprio tutto!

Un uomo felice

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