Credits

Progettazione, design e sviluppo
Martina Bernareggi
Marco Colombo

Emile Zola

Riportiamo senza ulteriori commenti alcuni brani tratti dal romanzo L’ammazzatoio (L’assommoir) del grande scrittore francese Emile Zola (1840-1902):

“(…) Oh! Non se la prendeva, lui; li avrebbe raggiunti in un lampo; e chiese tre volte la minestra, scodelle piene di vermicelli in cui metteva enormi fette di pane. Quando poi dette l’assalto ai pasticci, suscitò la profonda ammirazione di tutta la tavolata. Come divorava! I camerieri, sbigottiti, facevano la catena per passargli il pane, a fette molto sottili, che lui mandava giù in un boccone. A un certo punto si arrabbiò: pretese che gli mettessero vicino una pagnotta intera. Il padrone, molto preoccupato, si affacciò un momento sulla porta del salone. Tutti, che da un pezzo aspettavano la sua comparsa, risero a crepapelle. Era un gran brutto giorno, per l’oste! Che tipo, quel Mes-Bottes! Una volta aveva mangiato dodici uova sode e bevuto dodici bicchieri di vino mentre battevano i dodici rintocchi di mezzogiorno! Non se ne incontrano molti di quella forza! Mademoiselle Remanjou, tutta commossa, guardava Mes-Bottes che continuava a masticare, mentre Monsieur Madinier, dopo aver cercato le parole più appropriate per esprimere uno stupore quasi rispettoso, dichiarò che una simile capacità era assolutamente straordinaria.

(…) Mes-Bottes continuava instancabilmente a mangiare. Aveva chiesto ancora pane. Divorò i due formaggi, la frutta e il dolce, e poi, dato che era rimasta un po’ di crema, si fece dare l’insalatiera, in fondo alla quale mise grosse fette di pane, come se fosse stata una scodella di minestra.
<Questo signore è staordinario!>, disse Monsieur Madinier, pieno di ammirazione.
Gli uomini si alzarono per prendere le pipe. Si fermarono un momento dietro a Mes-Bottes, dandogli delle pacche sulle spalle, e domandandogli se si sentiva meglio. Bibi-la-Grillade cercò di sollevarlo insieme alla sedia, ma, perdinci! Il bestione ora pesava il doppio. Coupeau, scherzando, disse che l’amico cominciava appena appena a prenderci gusto, e che avrebbe continuato a mangiare pane per tutta la notte. I camerieri, terrificati, scomparvero.”

“E il vino, figli miei, scorreva intorno alla tavola come l’acqua scorre nella Senna. Un vero rivolo, come quando ha piovuto e la terra ha sete. Coupeau versava dall’alto, per veder schiumare il getto rosso, e quando la bottiglia era vuota faceva sempre lo stesso scherzo: la rovesciava e le stringeva il collo come le donne che mungono le vacche. Un’altra bottiglia cadavere! In un angolo della bottega, cresceva il mucchio dei cadaveri, un cimitero di bottiglie su cui venivano buttati gli avanzi dei cibi. Madame Putois chiese un po’ d’acqua, ma lo zincatore, indignato, levò lui stesso le caraffe dalla tavola. Bevono forse acqua, le persone perbene? Voleva mica che le nascessero le ranocchie nello stomaco!
I bicchieri si vuotavano con un sorso; si sentiva il vino, inghiottito in fretta, scendere nelle gole col rumore dell’acqua piovana lungo i tubi di scarico, durante i temporali. Pioveva vino! Un vino che, all’inizio, sapeva un po’ di botte vecchia, ma a cui ci si abituava subito, tanto che alla fine sembrava sapesse di nocciola.”

“Ma bisogna anche dire che Coupeau e Lantier si concedevano insieme delle formidabili scorpacciate. (...) Lo zincatore avrebbe preferito scorpacciate più alla buona, ma era impressionato dai gusti aristocratici del cappellaio, che trovava sul menu nomi di cibi straordinari. Era difficile immaginare un uomo altrettanto raffinato, di gusti così difficili. (...) Ma, nonostante ciò, tutti davanti a lui tremavano, ed era ben conosciuto nei ristoranti sui viali di circonvallazione, dalle Batignolles a Belleville. I due amici andavano sulla Grande-Rue delle Batignolles a mangiare trippa alla moda di Caen, che veniva loro servita su piccoli scaldavivande. Nella parte bassa di Montmartre trovavano le migliori ostriche del quartiere alla Ville de Bar-le-Duc. Quando si azzardavano a salire in cima alla collina, fino al Moulin de la Galette, assaporavano un coniglio al salto cucinato apposta per loro. I Lilas, in rue des Martyrs, avevano la specialità della testina di vitello, mentre, a chaussée Clignancourt, i ristoranti del Lyon d'Or e dei Deux Marronniers servivano rognoni saltati da leccarsi le dita. Ma più spesso voltavano a sinistra, verso Belleville, dove avevano un tavolo riservato alle Vendanges de Bourgogne, al Cadran Bleu, al Capucin, ristoranti di fiducia, dove si poteva mangiare qualsiasi cosa, a occhi chiusi. Erano escursioni fatte alla chetichella, di cui parlavano l'indomani mattina, con allusioni velate, mangiando svogliatamente le patate di Gervaise.”

(Emile Zola, L’assommoir, trad. di Luisa Collodi, Newton Compton, Roma 1995)

Classifiche per categoria

Non tutti i ristoranti sono uguali.

Dopo questa affermazione degna di Monsieur de La Palisse, ci spieghiamo. Tra i tanti locali recensiti dal nostro sito ce ne sono alcuni che mettono la qualità del cibo davanti a tutto, altri che puntano sulle porzioni abbondanti, altri ancora in cui i prezzi bassi fanno magari chiudere un occhio su qualche altro difetto. Per questo, ce ne siamo resi conto in breve tempo, la "classifica generale" non rende del tutto giustizia alle peculiarità dei singoli locali.

Abbiamo quindi deciso di raggruppare i ristoranti nelle quattro categorie su cui si basa il nostro giudizio. Queste classifiche vi riserveranno qualche sorpresa rispetto alla classifica generale; ma, soprattutto, vi daranno un utile strumento per scegliere il locale da visitare in base al criterio da voi prescelto. Se quello che cercate è un ristorante economico e senza pretese, sapete dove guardare; se non badate a spese pur di ricevere un servizio ottimale, anche. E così di seguito.

Buona scelta e buon appetito!

QUALITÀ


Crotto da Gusto
- Monti di Gottro (CO)

9,5

Antica Osteria La Guercia - Pesaro 9,5

Trattoria Da Ennio - Caorso (PC) 9,5
Antica Osteria I 5 Campanili - Busto Arsizio (VA) 9,5
Ristorante D'O - Cornaredo (MI) 9,5
Ristorante La Ruota - San Giuliano Milanese (MI) 9,5

Nuova Osteria Tripoli - San Giorgio di Mantova (MN) 9,5
Osteria Caserma Guelfa - San Benedetto del Tronto (AP) 9,5
L'Osteria del Treno - Milano 9,5
Ristorante Cracco - Milano 9,5

 

QUANTITÀ


Crotto da Gusto - Monti di Gottro (CO)

10

Agriturismo L'Agliola Ruja - Tempio Pausania (SS) 10

Mexican Restaurant Cactus Juice Café - Como 10

Mongolian Barbecue - Milano 10

Ristorante La Rete - Milano 10

Trattoria Righini - Inverno e Monteleone (PV) 10

Ristorante giapponese Sumi - Milano 10
Hayashi - Pavia 10
Trattoria Da Ennio - Caorso (PC) 9,5

Ristorante Sale & Pepe - Sondrio 9,5

Agriturismo Cascina Caremma - Besate (MI) 9,5

Ristorante Da Totò - Gallarate (VA) 9,5

Ristorante cingalese Lucky Seven - Milano 9,5

La Tana dell'Orso - Envie (CN)
9,5

Agriturismo Su Recreu - Ittiri (SS) 9,5

 

SERVIZIO


Ristorante Cracco
- Milano

10
Trattoria I Valenza - Torino 9,5

Osteria Da Pietro - Castiglione delle Stiviere (MN) 9,5

Crotto da Gusto - Monti di Gottro (CO) 9

Agriturismo L'Agliola Ruja - Tempio Pausania (SS) 9

Mirai Creative Sushi - Japanese Restaurant - Venezia 9

Ristorante giapponese Kanda - Milano 9

Antica Osteria I 5 Campanili - Busto Arsizio (VA) 9

Osteria Caserma Guelfa - San Benedetto del Tronto (AP) 9

Ristorante Bandini - Portacomaro (AT) 9

Trattoria Righini - Inverno e Monteleone (PV) 9

Ristorante La Maniera di Carlo - Milano 9

Osteria Ardenga - Soragna (PR) 9

Oste della Mal'ora - Terni 9

Ristorante Casa Lucia - Milano 9

Vecchia Osteria Da Chicco - Sori (GE) 9

Agriturismo Sa Mandra - Alghero (SS) 9

 

PREZZO


Crotto da Gusto - Monti di Gottro (CO)

9,5

Agriturismo L'Agliola Ruja - Tempio Pausania (SS) 9,5

Restaurante Boteko - Porto (Portogallo) 9,5
Da Baffo- Montecarlo (LU) 9,5
Ristorante eritreo Dahlak Bar - Milano 9,5
Bistro Cane - Ogulin (Croazia) 9,5

Landgasthof Zum Hirsch- Wildenstein (Germania) 9,5
Cafe Bar Ramirez- San Pedro de Alcantara (Spagna) 9,5
L'Osteria - Cantello (VA) 9,5
Ristorante Crono - Milano 9,5
Macelleria Da Donato - Locorotondo (BA) 9,5

 

 

9,5

Saggezza popolare gallaratese

Dove se trata de pacià hin semper pront tucc

A tavula se vegn mai vecc

Cun ul vin se cascia via la malincunia

El bun vin fa bon sang

Duve gh'è ul vin bun curen tücc lur de per lur

A tavula e in lecc ga voeur minga rispett

Pulin piccul capun gross

Ul vin a bun mercàa al mena l'om a l'uspedal

Chi sa ul latin loda l'acqua e bev el vin

Quel che inciüchiss l'è semper l'ultim biccèr

Obelix

"Quando l'appetito c'è... io mi sento come un re..."

Queste sante parole sono estratte dalla colonna sonora del film a cartoni animati Asterix e Cleopatra. A cantare è proprio Obelix, coprotagonista indiscusso della serie a fumetti creata da René Goscinny e Albert Uderzo. La fama del personaggio è tale che presentarlo può sembrare superfluo: noi, che il superfluo lo apprezziamo, lo presentiamo comunque.
Obelix è uno degli abitanti del piccolo villaggio gallico in cui vive Asterix, anzi il migliore amico di Asterix stesso: di corporatura gigantesca, è dotato di forza erculea, che gli consente di portare sempre con sé sulle spalle un enorme menhir (intagliare massicce pietre è infatti la sua principale occupazione). Da dove deriva questa forza spropositata? Lo spiega uno dei celeberrimi tormentoni della serie: da piccolo, Obelix è caduto nel calderone del druido, pieno della pozione magica che rende praticamente invincibili i Galli del villaggio, consentendo loro di resistere all'infinito alle invasioni romane.

Reso ulteriormente famoso dalla frase "Sono Pazzi Questi Romani" nonché dall'interpretazione del suo ruolo che ha dato Gérard Depardieu, Obelix ha però un altro aspetto che ci interessa: con la sua mole inusitata, infatti,è soprattutto un grandissimo mangiatore. Oltre all'immarcescibile desiderio di gustare la pozione, puntualmente negatagli dai suoi concittadini, il feroce (?) guerriero gallo porta con sé una fame assolutamente inestinguibile: sono soprattutto i cinghiali, decine di cinghiali, a cadere vittima delle sue fauci (il suo record è di 7 in una sola storia). Possibilmente accompagnati da litri su litri di "cervogia", la birra dell'epoca. Se si aggiungono a tutto questo le numerose taverne e osterie visitate da Obelix nel corso delle sue avventure, si avrà il quadro completo di una perfetta Locusta dei tempi antichi...

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